venerdì 2 novembre 2007

TEST DI INTELLIGENZA PUBBLICITARIA





Questa è una campagna fatta dalla Philips per alcuni suoi nuovi prodotti. Vorrei sapere da voi:
1. voi presentate una campagna simile a un cliente normale, in Italia, non particolarmente innovativo e pronto al rischio come la Philips: secondo voi cosa dice?
2. cosa rispondereste voi all'obiezione?

25 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi sembra che riprendano molto la filosofia di fondo della comunicazione Philips degli ultimi tempi basata sull'idea di semplicità.
Un cliente poco innovativo potrebbe pensare che la eccessiva semplicità della campagna possa penalizzare la visibilità del prodotto, ma se è poco innovativo mi sembra non abbia nemmeno il prodotto su cui poter fare una pubblicità del genere!
Il problema, per convincere una persona ad investire soldi in una camapgna di cui non è convinta, è farle capire che la gente a cui si rivolge deve essere prima di tutto sedotta, coinvolta attraverso i sensi e una pubblicità del genere mi sembra sappia farlo e sappia comunicare il senso che l'azienda vuole dare al consumo dei beni che produce: un campagna la cui semplicità passa attraverso l'eleganza e ciò che mi piace chimare pulizia dell'immagine.
dico ciò di primo impatto ma mi sa che ho detto cose inutili.

un consiglio per la gestione dei messaggi sul blog: spulciando mi è parso ci siano messaggi vecchi ancora interessanti e da discutere! per evitare che questi siano oscurati da quelli più recenti si potrebbe tenere al top i messaggi "del giorno" e poi "far salire" quelli vecchi ma ancora discussi in base alle ultime risposte date.

Rino

valentina tornielli ha detto...

Ecco la mia ipotesi: se il cliente non è innovativo davanti a questa campagna potrebbe dire: ma la gente come fa a scegliere i nostri prodotti se non li facciamo vedere, mettendone in mostra le qualità?

Si potrebbe rispondere che i più fanno vedere il prodotto e questa campagna vuole proprio distaccarsi da questa tendenza, grazie sia all'essenzialità portata all'eccesso sia appunto alla differenziazione rispetto ai concorrenti, in quanto questi annunci puntano sul coinvolgimento di chi li guarda, che sembra quasi quasi a completarli.

angelo ha detto...

In realtà non li faccio vedere qui, perchè si possono vedere sul sito. Ma l'obiezione resterebbe. Quale?

Anonimo ha detto...

Un'obiezione che riguarda il lancio di nuovi prodotti in modo inusuale?

Rino

joice ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
joice ha detto...

Credo che il cliente poco innovativo direbbe che non si capisce il messaggio ed il prodotto che si vuole pubblicizzare. Si chiederebbe come farebbero a far vedere cosa si sta pubblicizzando visto che non tutti navigano su internet, o hanno voglia di andare sul sito a scoprire l’enigma. 

Il pubblicitario intelligente risponderebbe: 
1. Si tratta di una pubblicità per la valorizzazione del brand.
2. Innovazione è il messaggio che vogliamo comunicare e cosa c’è di più innovativo di un link al sito dell’azienda?
3. Se il messaggio arriva e riesce ad incuriosire il consumatore al punto da farlo andare sul sito, l'azienda si trova davanti un'ottima occasione per far conoscere non un unico prodotto, ma tutta la linea. La campagna non pubblicizza i prodotti ma il sito! 

Viviamo nell’era dell’informazione ed accessibilità: se vuoi essere innovativo integri i nuovi media ai mezzi tradizionali. 
Internet è la chiave del successo! E’ fonte d’informazione primaria. Per la categoria dei “shopping goods” ( come i prodotti Philips ), la ricerca delle informazioni è essenziale nel processo d’acquisto. Dunque l'obiettivo è dire al consumatore dove può trovare le informazioni che gli consentiranno di fare al meglio le sue scelte d'acquisto.

Potrebbe essere?

Anonimo ha detto...

professore ci indichi almeno la strada! siamo completamente distanti dal problema?

Rino

sabrina ha detto...

ho pensato a questa campagna tutto il venerdi sera.
ho fatto test a parenti e amici.
mamma e il suo spirito pragmatico docent: "si ma come si utilizza?" e in effetti non è stupido chiederselo visto che sono NUOVI prodotti.
io obietterei anche sulla scelta grafica di colori sterili e asettici.
prof. ci dia almeno l'iniziale...

Anonimo ha detto...

sabrina scusami ma la scelta grafica della campagna mi sembra una scelta ponderata ed i colori sono quelli necessari per rendere l'effetto voluto, a me non sembrano sterili anzi!
tornando a noi l'obiezione potrebbe essere la composizione della campagna e il mezzo utilizzato?

oppure ancora che è una campagna che pubblicizza il prodotto in modo avulso dal contesto, dall'ambiente in cui sarà utilizzato?

Rino

angelo ha detto...

Non male finora. Lascerei ancora oggi per qualche tentativo. Coraggio.

Anna ha detto...

Ho ripetuto lo stesso test di Sabrina sui parenti, le risposte sono state : che cosa è? dove è il prodotto? questa pubblicità non serve a niente!
inoltre nessuno ha notato l'indirizzo web.
queste potrebbero essere anche le obiezioni del cliente.
la risposta? Mostrare altre campagne che facciano vedere i prodotti e questa campagna. Poi chiedere al nostro cliente di quali campagne si ricorda e che marche pubblicizzavano.
Credo che la nostra campagna e la nostra marca verranno ricordate perchè "Non si capisce cosa vogliono".potremmo allora dire al nostro cliente che anche il potenziale acquirente ricorderà e si chiederà "cosa vuole dire questa pubblicità?", per rispondere potrebbe andare sul sito o sul punto vendita. é lì, poi, che si vende.

sabrina ha detto...

FORSE
il cliente dice: ma dov'è il prodotto?
e noi rispondiamo che non è tanto importante il prodotto quanto il brand. PHILIPS come qualcosa di più, come valore aggiunto, come garanzia di qualità e design. "fidati di noi" è la promessa di un brand che punta alla semplicità. talmente semplice che non c'è bisogno di mostrare niente (a parte il marchio).

no hai ragione rino sul discorso colori. la riflessione era puramente soggettiva: non c'è nulla e il colore predominante è il grigio...mi sembra perfetta per la sala d'attesa del mio dentista.

Anonimo ha detto...

Il cliente potrebbe chiedere di accorpare le immagini facendone una sola (abbattimento costi) considerata la somiglianza del concetto di fondo e l'uguaglianza del prodotto pubblicizzato cioè il "glass maker".
Ma io gli direi che bisogna evidenziare gli usi a cui si presta e incrementare così l'appeal del prodotto!

Forse era meglio se stavo zitto.

Rino

Nicoletta ha detto...

Non vorrei fare la solita sognatrice di cause perse ma magari questo cliente normale, poco innovativo e non pronto al rischio, un bigotto, insomma... si ricrede, intuisce che è un'idea davvero interessante e curiosa, capace di lasciare intendere il prodotto senza presentarlo. Philips diventa quasi un love mark: non c'è bisogno di far vedere e di spiegare il prodotto, la sola marca è garanzia per il cliente.

Mirco ha detto...

inserisco l'obiezione che mi è venuta spontanea aprendo le immagini:

ma il prodotto esiste davvero oppure no?

Mi spiego: davvero stanno commercializzando tostapane ecc. di vetro oppure come è stato più volte detto stanno proponendo una serie di valori del brand?

ale durante ha detto...

E' una pubblicità che può essere interpretata in 1000 modi diversi (e tutti i nostri tentativi ne sono una dimostrazione) e di sicuro mai nessuno è quello che l'azienda vorrebbe!

Christian Harris ha detto...

Possibile obiezione: a me questa pubblicità non sembra "semplice", ma essenziale. Mi sembra, anzi, che sia il contrario di "semplice". Come leghiamo la complessità di questa pubblicità con la nostra "missione semplicità"?

Risposta: creando curiosità e spingendo, dunque, a scoprire che dietro alla complessità del messaggio, seppur essenziale, c'è un'idea innovativa ma estremamente semplice (e bella).

Altra possibile obiezione: non sembra con una campagna così che la nostra azienda non abbia in realtà un gran prodotto da commercializzare e che, dunque, celi questa mancanza dietro un certo manierismo estetico?

Risposta: no, perché alle persone giungerà prima di tutto qualcosa di molto di più. Un valore, uno status, un messaggio simbolico.


Detto questo, questa campagna non mi convince molto. Ho fatto fatica a giustificare le mie obiezioni.

Giuseppe ha detto...

Domanda: ma il prodotto?
Risposta: Philips oggi non ha bisogno di mostrare i propri prodotti:è leader del mercato e un brand conosciutissimo. Viviamo in un epoca in cui sono gli individui a generare i contenuti. In cui l'upload è molto più attraente del download.

la vecchia zia ha detto...

Il cliente potrebbe obiettare moltissime cose. In sostanza gli annunci sembrano non rispondere a nessun requisito di fondo di una campagna: non c'è il prodotto, non c'è un benefit.
Però, caspita, io voglio andare a vedere.
Obietterei al cliente proprio questo. Gli annunci fanno venire una gran voglia di capirne di più, quindi sono efficacissimi nel fare quello che credo sia l'obiettivo di questa campagna: mandare i consumatori sul sito.
Il prodotto 'non visto' e 'non spiegato' entra nella testa con maggiore efficacia e persistenza dei prodotti visti e compresi.
Di più: questi prodotti che non vedo mi sembrano bellissimi. come ogni cosa immaginata.

En passant, la campgana è formalmente bellissima. C'è una tale armonia e leggerezza e piacevole silenzio che 'mo mi vado a comprare un tostapane. Philips.

angelo ha detto...

Molti commenti notevoli, quasi quasi cambio idea sulla soluzione.

joice ha detto...

Beh ma la soluzione?

angelo ha detto...

Avevo buttato lì questo test senza pensarci troppo, ma vedo che tocca alcuni punti chiave. Grazie a tutti quelli che ci hanno provato, ma non vorrei dire la mia adesso: lo farei diventare un esercizio di simulazione in classe, con i ruoli di cliente, agenzia e consumatori. Per quelli lontani, faremo un reportage. Ok?

joice ha detto...

Uffi!

Ok aspetto il reportage allora.

Cinzia ha detto...

A me la campagna piace, ma non so bene se come l'ho interpretata è davvero il modo giusto..penso che il cliente potrebbe chiedere effettivamente: " Si ma il prodotto dov'é?" e l'agenzia potrebbe rispondere che visto che il prodotto è di vetro, o comunque centra qualcosa con il vetro (lo presumo perchè non sono riuscita a trovarli sul sito, boh..magari sono io che non sono tanto in grado eh..) mostrare solo gli ingredienti, (non trovo un termine migliore) fa si che il prodotto sembri semplicissimo..
Mi spiego, in un'ipotetica macchina per il caffè di vetro, vedere solo l'acqua e il caffè ti fa pensare che basti quello per farla funzionare..semplice, come fare i tre buchi a terra e infilare la spina nella pubblicità dell'enel..per quello il prodotto non serve, philips ha cambiato il claim ma mantiene il concetto della semplicità aggiungendoci l'esperienza come fattore di assicurazione di qualità ed funzionalità..
Ma è solo un'ipotesi ovviamente..e magari ho detto un sacco di cavolate..

doriana ha detto...

Ho controllato il link segnalato nella pubblicità ma mi porta alla pagina di "Philips Glass". Parla dei "Philips lighting components" e dice che sono i "major suppliers to the worldwide lighting and lighting-related industries". A meno che questo non sia un goffo tentativo di dirci che farsi un toast senza accendere una lampadina (Philips, of course) potrebbe essere pericoloso, non ne vedo il nesso. Forse sono miope.
In realtà, all'obiezione riguardo l'invisibilità dei prodotti, penso che risponderei come i miei colleghi. Sense and simplicity. L'acqua, il pane, il caffè, lievitano leggeri nell'aria. Sfidando la forza di gravità e ogni nostra convinzione sulla complessità e sull'ingombrante presenza degli elettrodomestici. A garanzia di tutto, il marchio. Storico, affidabile, onnipresente.
"Let's make things better", recita il claim. E rendere le cose semplici non è il meglio che si possa tentare di fare?