venerdì 5 ottobre 2007

PUNTO DAI PUNTINI


Umberto Eco, Diario minimo

Tra mail, sms, commenti, curriculum sono infestato dai puntini. Mi prude da tutte le parti. Devo prendere appuntamento con un lessicologo e farmi prescrivere qualcosa di efficace. O sarà meglio un glottologo?

12 commenti:

Christian Harris ha detto...

Leggerò e ne farò tesoro. Grazie!

Mi faccia sapere se ha problemi con il codice html per le immagini Ambient.

Anonimo ha detto...

I puntini di sospensione sono prevalentemente femminili a mio parere. Reputo vero quello che dice Eco ma non è solo quello il problema. Essi secondo me riclacano l'andamento di una frase "parlata".
"Non so come dirtelo ma...ecc" . Una pausa che non può essere tolta nemmeno nello scritto. E le conversazioni femminili sono spesso colme di pause intervallate da momenti frentici. Anche il sesso maschile ormai ne sta facendo ampio uso, ma l'origine dei messaggi con puntini è del tutto femminile.

F.

Fabio Gavazzi ha detto...

Io da maschio ammetto di farne grande uso, soprattutto nei commenti e negli sms, è prima di tutto una questione di abitudine, poi i puntini per me servono a dare continuità al dialogo, quindi ad invogliare l'interlocutore a rispondere. Un altra funzione dei puntini per me è quella di essere aggiunti alla fine di frasi che vogliono suscitare pensieri o riflessioni e non per semplici affermazioni (in quei casi basta il punto).

ALE ha detto...

io sono un puntinare unico...mi spiace prof se le farò venire l'orticaria!!
P.S. Le ho scritto un'idea per l'ambient in unicatt nel post del brainstorming time(...)

valentina tornielli ha detto...

Sono una vera sostenitrice dei puntini, soprattutto negli sms: all'inizio come sorta di continuità con il messaggio ricevuto al quale sto rispondendo; alla fine per non chiudere il discorso, in attesa che arrivi una risposta che continui quanto ho già scritto; o semplicemente per lasciare intendere che quello che voglio dire non è chiuso e il mio interlocutore può (deve) sostituire quei puntini. E' come se fossero una sorta di filo conduttore. E anche adesso mi sto trattenendo dal non abusarne...

angelo ha detto...

Interessante l'uso fatico dei puntini. Però vedo che ti sei limitata, e il tuo messaggio è molto fluido e chiaro lo stesso.

valentina tornielli ha detto...

Beh, devo ammettere che è stato uno "sforzo" per me usarli solo una volta, ma se il risultato è positivo, m'impegnerò per farlo più spesso. Anche se, a piccole dosi, non guastano: non riesco a farne a meno...

Flavia ha detto...

Questa cosa me la ricordavo già dal laboratorio del 2° anno! So che per lei prof sono una tortura ma penso che a volte siano indispensabili per far capire che il discorso non è chiuso e che si attende una risposta: creano suspance...Provi a vederli sotto un'altra luce...più poetica!

Anonimo ha detto...

Non dimentichiamoci però che molti brand usano i puntini addirittura nel loro nome! In questo caso che connotazione si può dare ai puntini? Anch'io non saprei. Un esempio che mi viene in mente è il marchio medio di borse e accessori Segue...http://www.segue.it/
Forse in questo caso i puntini fanno si che il marchio venga ricordato più facilmente e che non venga confuso con altri.

Valina ha detto...

Non volevo essere anonima ma ho fatto caos appunto col puntino da inserire per l'identità!

Silvia ha detto...

Io nutro un profondo amore per i puntini. Hanno un qualcosa di indefinito, di misterioso, di non detto. Lasciano spazio all'immaginazione e ai pensieri. Il punto invece lo uso quando sono arrabbiata. Quando voglio essere breve, diretta, fredda. Insomma, quando voglio arrivare dritta al punto.

angelo ha detto...

Capisco il tuo punto, Silvia, anzi il tuo puntino, ma non concordo. Chiunque è capace di lasciare dei puntini, pensando di aggiungere mistero. Pochi sono capaci di aggiungere davvero mistero, ma con le parole.