domenica 9 dicembre 2007

COPYWRITER, MESTIERE D'ARTE

E' il titolo di un libro di Emanuele Pirella, uno dei massimi copywriter italiani. E ha ragione: i creativi hanno i piedi in due scarpe, nell'economia e nell'arte, nella razionalità e nelle emozioni, in agenzia e sempre in qualche altro progetto, i copy un libro una sceneggiatura un film un baretto in giamaica.
Come deve essere un copy? Colto. Ha fatto lettere, o filosofia, magari il classico, oppure qualche scuola di comunicazione, ma insomma. Se un aspirante copy mi manda un curriculum, non lo guardo nemmeno, però leggo la sua lettera o il suo messaggio, e mi baso su quello. Deve aver letto una montagna di libri, di tutti i tipi. Deve essere uno di quelli che prendevano 9 nei temi. Conosce perfettamente la grammatica, la sintassi, ha un lessico ampio e preciso, ama la lingua colta ma anche i gerghi. Dico sempre ai giovani copy che posso insegnargli loro tutto, tranne che a leggere e scrivere. Devono essere già capaci.
Il copy è curioso delle parole, ama giocarci, ha una testa piena di parole, sa descrivere le cose in mille modi, ha capacità di sintesi, ma sa anche scrivere pezzi lunghi tenendo l'attenzione del lettore. Scrive poesie, lettere, racconti, diari, articoli, blog, sceneggiature. E' curioso, scava, non è mai superficiale, ha una vita interiore molto intensa, è ipersensibile, capace di commuoversi, e pieno di ironia.
Il copy poi in agenzia impara a essere sensibile alla parte visiva, a combinare parole e immagini, a capire le differenze tra i vari mezzi, la stampa la tv la radio l'affissione il web. Impara a non lavorare da solo, che è un po' la sua tendenza. Si apre a una espressività diversa e più ampia.
Ma uno così perchè fa il copy, che è un lavoro bello ma spesso noioso e frustrante?
Queto resta un mistero.

7 commenti:

Fabio Gavazzi ha detto...

niente dai..allora mi sa che il copy lo lascio fà agli altri..

Doriana ha detto...

E l'art invece?

Fede ha detto...

beh, ma non è che uno deve aver x forza fatto il classico, lettere o filosofia...soprattutto non è detto che per forza di cose sia colto solo per aver frequentato codeste scuole!!

Uno è colto anche di suo perchè è curioso, gli piace capire, conoscere comprendere..

La sua descrizione del copy mi spinge sempre più a provare il temebile test: in alcune cose mi trovo...

potrebbe raccontarci come ha cominciato lei..?!

Christian Harris ha detto...

Vengo da Lettere e Filosofia, sono molto sensibile ed ho una vita interiore al quanto burrascosa. Adoro l'italiano più di qualsiasi altra cosa e mi imbestialisco quando la gente non usa i congiuntivi. Amo scavare a fondo nella nostra lingua e scoprire da dove provengono certe parole. Alle superiori avevo 9 in italiano e la mia insegnante diceva che dovevo fare il giornalista o lo scrittore. Adoro leggere libri, riviste, articoli sui più svariati temi. In queste e in tante altre cose che ha detto mi riconosco. Le altre, invece, per dovere di umiltà, le lascio giudicare agli altri.

Davide F. ha detto...

sono stato bocciato al liceo con 5 in italiano, disegno, inglese e 4 in latino...Vado bene lo stesso?scusa cristian senza di te questo blog non avrebbe senso!Un abraccio!

laura ha detto...

prof, ma allora copy si nasce?

angelo ha detto...

No, ma ci si può morire.