Dopo il superbowl fioccano le classifiche.
Io ho visto i 5 commercials scelti da Adweek, e ne ho scelti 3.
Oreo per le iperboliche conseguenze di una conversazione sottovoce.
Brotherhood perché è una bella storia ben raccontata, e sono affezionato a Landslide. Farmers perché è fatto di parole e di fotografie. E che fotografie.
Probabilmente era già scritto e prodotto, ma hanno aspettato oggi a diffonderlo.
Oggi è un giorno particolare in effetti.
Una voce parla delle cose che ci connettono, sedie, pavimenti, campanelli - evitando gli altri mezzi di comunicazione, telefoni, computer, per non finire in territori altrui.
Dalle sedie passa alle nazioni e finisce con l'universo, enorme e scuro.
In cui potremmo anche sentirci soli, ma per fortuna c'è Facebook.
E qui la cosa sfugge un po' di mano all'agenzia, forse sotto l'influsso del guru Zuckerberg.
Un miliardo di persone gli hanno dato alla testa?
Crede che Facebook sia diventata la più grande religione di massa della storia.
Per entrare non c'è battesimo.
Basta un Mi piace. Testo: Chairs. Chairs are made so that people can sit down and take a break. Anyone can sit on a chair and, if the chair is large enough, they can sit down together. And tell jokes. Or make up stories. Or just listen. Chairs are for people. And that is why chairs are like Facebook. Doorbells. Airplanes. Bridges. These are things people use to get together, so they can open up and connect about ideas and music and other things that people share. Dance floors. Basketball. A great nation. A great nation is something people build so they can have a place where they belong. The Universe. It is vast and dark. And it makes us wonder if we are alone. So maybe the reason we make all of these things is to remind us that we are not.
Non mi è mai capitato di vedere un'umiliazione trasformarsi in una glorificazione in simultanea. Perché se i manifesti sono apparsi stamattina, con i tempi tecnici di composizione e stampa devono essere stati concepiti e realizzati ieri, in contemporanea con le dimissioni.
Come fa la stessa persona che ammette una sconfitta clamorosa, e quindi ne accetta la responsabilità, ad affermare contemporaneamente la sua rivincita?
Lo fa grazie a un artificio retorico: la artificiosa disgiunzione tra IO, NOI e LORO.
Dunque: questa gente, cioè LORO, li mando a casa IO. Ora NOI facciamo pulizia.
Ma chi sono LORO, e chi sarebbero questi NOI?
IO: è lei, la condottiera tradita, l'anima bella che non sapeva che il suo consiglio aveva aumentato da 1 milione a 14 i fondi per i gruppi. Tanto il decreto lo aveva firmato il suo collaboratore.
LORO sono tutti i cattivi che hanno fatto i propri comodi, senza che lei si accorgesse mai di nulla.
Ma chi sono i NOI? Quelli che adesso devono fare pulizia?
Questo ancora non si capisce. Aspettiamo i prossimi manifesti.
Con il mosaico Sky e con Skygo mi sono gustato London 2012 come mai prima. Ho visto l'oro di Jessica Rossi in spiaggia sull'ipad, l'oro del fioretto femminile con l'iphone in moto tra i tornanti, e qualche altra medaglietta di soppiatto in ufficio in una finestra del MacBook.
Poi però la storia di Schwazer e quella di Lance Armstrong mi hanno rovinato il finale. Con il sospetto che gran parte delle prestazioni più spettacolari nascondano un trucco.
La vittoria olimpica, il record del mondo sono il limite estremo dell'abilità umana - o sono oltre il limite?
Sono il momento più alto per un atleta, e per noi che lo vediamo, o il più basso?
E non riesco nemmeno ad appassionarmi ai giochi paraolimpici, dopo che ho letto che un nostro atleta di punta, Macchi, è stato escluso per doping.
Il ciclismo è ormai inguardabile.
Le corse lunghe, marcia, maratona, chissà. Il nuoto, pure. Perchè i nostri sono stati così scarsi quest'anno? Non è che forse erano andati troppo forte le altre volte?
Nel calcio ci sono le scommesse.
Stasera vado a giocare una partita di torneo, e giuro che non prendo nemmeno l'enervit.
Terzospot olimpico di W+K, stavolta per Old Spice - che è sempre Procter & Gamble. Uno smilzo nuotatore vince a mani basse grazie a un audiotutor Old Spice. E inizia una carriera da eroe, fino alla tomba. E' il tentativo di replicare la magia di Smell like a man, man, il più grande successo planetario creativo degli ultimi anni. Temo che stavolta non sarà lo stesso. Ma il motto di W+K non è Fail harder?
P&G ha deciso di cogliere l'occasione delle Olimpiadi per cambiare il suo stile di comunicazione, di solito molto prodotto-centrico. Dopo The best job, il commercial creato da Wieden & Kennedy, ecco Kids. Tutti gli atleti che stanno arrivando a Londra tra ali di folla e schiere di fotografi sono bambini. Boxeur, sollevatori di pesi, tuffatori, ginnaste (queste sono davvero bambine anche nelle Olimpiadi vere), nuotatori. Anche se si comportano da adulti, hanno la cravatta, leggono il quotidiano negli spogliatoi, si fanno la barba, sono tutti al massimo dodicenni. Perché?
Ecco i Grand Prix cyber. Il primo, della RGA di New York, è un progetto tecnologicamente molto sofisticato: un braccialetto tecnologico con connessione bluetooth che è in grado di calcolare tutte le calorie bruciate in allenamento e in tutta la giornata, stabilire degli obiettivi e controllare i propri progressi. Il secondo, invece, si basa su un'idea tecnologicamente elementare ma concettualmente rivoluzionaria. L'account twitter del turismo svedese, @Sweden, è stato letteralmente consegnato ai cittadini svedesi, che a turno hanno twittato consigli, opinioni, inviti. Il progetto ha avuto un ritorno media sensazionale, e ha suscitato anche polemiche quando Sonja Abrahamsson, una giovane madre, ha diffuso una serie di tweets antisemitici. Dimostrando però la mancanza di censure e la fiducia assoluta che sono espressione integrante del carattere nazionale svedese.
Da 25 anni Leo Burnett raccoglie in un reel le sue Cannes Predictions, spesso azzeccate. Qui ho inserito i casi - di tutte le categorie - che non sono nell'elenco del Gunn report. Via
01. Nike – Jordan “The Explosive Game” Wieden + Kennedy, New York, USA 02. Carlsberg “Bikers” Duval Guilaume, Brussels, Belgium 03. Sony — Playstation 3 “Michael” Deutsch, Los Angeles, USA 04. Canal+ “The Bear” BETC Euro RSCG, Paris, France 05. DirecTV “Cable Effects” Grey, New York, USA 06. Coca-Cola “Polar Bowl” Wieden + Kennedy, Portland, USA 07. Barnardo’s “Life Story” BBH, London, UK 08. P&G “Best Job — Olympics” Wieden + Kennedy, Portland, USA 09. Greenpeace “Oil On Canvas” Publicis Mojo, Auckland, New Zealand 10. Austria Solar “Solar Annual Report” Serviceplan, Munich, Germany 11. Mercedes-Benz “Invisible Car” Jung von Matt, Hamburg, Germany 12. Google “Google Wallet” RGA, New York, USA 13. LG — OLED TV “The Thief” Y&R, Amsterdam, Netherlands 14. Nike “Addiction” / ”Before & After” F/Nazca Saatchi & Saatchi, Brazil 15. Nike “My Time Is Now” Wieden + Kennedy, London, UK 16. Carling Black Label “Be the Coach” Ogilvy, Cape Town, South Africa 17. K-Swiss “MFCEO” 72andSunny, Los Angeles, USA 18. 7-Eleven — Slurpee “BYO Cup Day” Leo Burnett, Melbourne, Australia 19. Ubisoft – Just Dance 3 “Autodance” CP+B, Gothenburg, Sweden 20. BGH “Dads With Briefs” Del Campo Nazca Saatchi & Saatchi, Buenos Aries, Argentina 21. Doritos “Dip Desperado” AMV BBDO, London, UK 22. ESPN “Shake On It” Wieden + Kennedy, New York, USA 23. Google & OK Go “All Is Not Lost” Hakuhodo, Tokyo, Japan 24. The Village Voice “New York Types” Leo Burnett, New York, USA 25. Target “Little Marina” Mother, New York, USA 26. Organ Donor Foundation “Leila” Lowe Bull, Cape Town, South Africa 27. Intel “Museum of Me” Projector, Tokyo, Japan 28. Little Monster “Take This Lollipop” Tool of N. America, Los Angeles, USA 29. The Guardian “Three Little Pigs” BBH, London, UK 30. Australian Census “Spotlight” Leo Burnett, Sydney, Australia 31. Canal “The Man Who Lived In a Film” Try Reklamebyra, Oslo, Norway 32. Audi “The Swan” BBH, London, UK 33. Google Chrome “Dear Sophie” BBH & Google Creative Lab, NYC, USA 34. UNA — ONLUS “Hate” JWT, Milan, Italy 35. United Colors of Benetton “UnHate” 72andSunny, Los Angeles, USA 36. Troy Library “Book Burning Party” Leo Burnett, Detroit, USA 37. Harvey Nichols “Walk of Shame” DDB, London, UK 38. American Express “Small Business Gets an Official Day” CP+B & Digitas, Boulder & NYC, USA 39. John Lewis “The Long Wait” Adam & Eve, London, UK 40. Chipotle “Back to the Start” Creative Artists Agency/Chipotle, USA
A una settimana da Cannes, il Gunn Report ha scelto questi venti film: alcuni sono classici commercials, altri sono web video, altre sono operazioni integrate. Vederli è un piacere.
Ci sono storie fantastiche, come quella di Esteban il tiratore di Doritos, o dell'orso di Canal+.
Meraviglie visive come Chipotle.
Racconti epici, come Michael.
Narrazioni attraverso i social media, come Dear Sophie.
Crazyness, come Shake on it.
Sorpresa, come Bikers.
Insight memorabili, come Walk of Shame.
Emozioni, come Long Wait.
E intelligenza, come Three Little Pigs, che ho messo in testa.
Il Gunn Report mi chiede di votare. Ma al momento sono incerto: troppa roba bella.
Li devo rivedere.
Nike sta guidando la sfida interattiva sui canali digitali. Nike Football ha 12 milioni di fans su FB e 128 milioni di views sul canale Youtube. L'ultimo video, My Time is Now, oltre che essere fantastico, è anche navigabile. Muovendo il mouse si intercettano dei link che portano in diversi 'tunnel'. Bellissimo quello di Guardiola che conduce una visita guidata nel Masia, la scuola calcio del Barcellona. Il film è l'irruzione di giovani calciatori nello stadio del match Spagna - Olanda dell'Europeo, in cui giocano tra gli altri Pato, Rubery, Piquè, Iniesta, Snejder, travolgendo tutto al loro passaggio. Legata al concetto c'è l'operazione The chance, alla ricerca dei nuovi talenti. Gran lavoro.
In un famoso saggio degli Scritti, mi sembra, Lacan parlava del 'desiderio dell'analista'.
Cosa desidera l'analista?
Perché fa l'analista?
Per fare del bene?
Perché gli piace entrare nella psiche altrui?
Per il sottile potere che gliene deriva?
Per il (presunto) profumato onorario?
Avevo letto il pezzo, a suo tempo, ma ora non mi ricordo la conclusione.
Sicuramente era molto complicata.
E allora mi godo questa.
Una ricca e annoiata signora si sdraia sul lettino dell'analista e parla di un suo sogno.
L'analista, carta e penna, sembra molto attento.
Ma basta qualche secondo, e la sua attenzione se ne va.
Il cappotto della signora, visone violetto e collo di volpe argentata, lo attrae irresistibilmente.
Si alza, lo accarezza, finché...
Helena Bonham Carter e Ben Kingsley sono diretti da Roman Polanski.
Ieri è stato proiettato a Cannes Film Festival. Oggi è sul sito di Prada.
Tra venti giorni inizia, sempre a Cannes, il festival della creatività.
Penso che sarebbe perfetto anche lì.
Nel film sulle madri della Procter il papà era tagliato fuori. Lo fa rientrare in scena VW con questo delizioso racconto sulla crescita di una bambina. Che non finisce con l'arrivo di un figlio alla finale olimpica ma con la partenza di una figlia su una Polo rossa fiammante. E con un nodo alla gola per i genitori che la vedono allontanarsi, per sempre.
PS: adesso che lo riguardo, nella prima scena, quella in cui loro si portano a casa la bimba sotto la pioggia, parcheggiata sulla sinistra c'è una Polo, edizione di venticinque anni fa. E per chi vuole sapere che musica è, Sniffy Dog, Whispers and Stories.
L'avevo visto qualche settimana fa e mi aveva emozionato.
Poi è girato parecchio, e ha suscitato anche molti commenti.
Quindi aggiungerò anche il mio.
Belle storie.
Ma ci sono anche le madri di quelli che hanno perso, e spesso hanno fatto anche più fatica.
Non si è sempre detto che le Olimpiadi non sono solo per i vincenti?
Forse nello script c'era anche qualche sconfitto.
E forse qualcuno l'ha tolto anche da lì.
Difficile fare il bis con un virale. Nel 2010 Tipp-ex A hunter shoots a bear aveva fatto furore: oltre 20 milioni di views su Youtube. Ci hanno messo due anni per farsi venire un'altra idea, ed eccola qui. Il compleanno del 2012 è minacciato dalla solita profezia sul meteorite che distruggerà la terra - spunto deboluccio. Ma il meccanismo interattivo non è male: scegli un altro anno. Io ho provato il mio anno di nascita (che non svelerò), il 2000, belloccio, il 2001, scontato, il 1920, prevedibile, il 1980, bello bello, il 2020, scontatissimo, e il 3000. I video sono 46, non credo che li guarderò tutti. Ma già stamattina era a 3 milioni di views, e postato tre volte nella mia pagina facebook. Bis riuscito.
In auto, come Dustin Hoffmann nel Laureato, a piedi, come Woody Allen in Manhattan, da un capo all'altro di un Paese, come in Sagami Love Distance.
Correre incontro al proprio amore è uno dei topos del racconto romantico.
Si poteva inventare qualcosa di nuovo?
Lo ha fatto W+K per Nike Run.
Delizioso.
M: I think I'm gonna need a medic
W: You filled the hall with flower petals
M: Why does my mouth taste like metal?
W: Baby I might die without you
M: Baby, I might die.
Noi diciamo che le persone viste dall'alto sembrano formichine. Forse in Indonesia dicono che sembrano pulci. Se no come gli è venuta questa idea?
Agency: Saatchi & Saatchi Jakarta.
Via copyranter
Ce n'è tutta una serie. Il mio preferito è quello del fazzoletto di carta con il layout appuntato. Il più brillante è il baby casting. Ma il più vero è quello delle modifiche chieste dal cliente.
Curiosa questa storia: mentre la tedesca Merkel vuole punire la Grecia, l'inglese Walker la invita a rialzarsi. I grandi marchi stanno giocando con l'orgoglio nazionale. Dopo l'Italia della Panda, e Clint Eastwood che parla dell'America durante l'halftime, ecco Keepwalkinggreece: un montaggio stile rubamatic di belle immagini sulla musica di ' You never walk alone', che guarda caso è l'inno dei tifosi del Liverpool. Il tutto mi sembra un po' troppo anglosassone per piacere ai greci. Infatti non ho ancora capito come l'hanno presa: i commenti che leggo per ora sono incomprensibili. Qualcuno sa il greco?