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giovedì 23 febbraio 2012

IL CLIENTE AVREBBE CHIESTO UNA MODIFICA



Ce n'è tutta una serie. Il mio preferito è quello del fazzoletto di carta con il layout appuntato. Il più brillante è il baby casting. Ma il più vero è quello delle modifiche chieste dal cliente.





2012 Dallas Addys





martedì 10 maggio 2011

IL DIABETE E I BAMBINI. UNA CAMPAGNA SBAGLIATA



Ho visto la campagna della Armando Testa per la Fondazione italiana diabete.
Secondo me, fatta così, è una campagna sbagliata.

Io non credo che per stimolare la ricerca sul diabete -
che è una delle patologia più diffuse al mondo e quindi già oggetto di investimenti enormi in ricerca da parte dell'industria farmaceutica - sia necessario parlare dei bambini. E parlarne in questo modo.

Ci sono in Italia migliaia di bambini e adolescenti colpiti da diabete di tipo 1 che tutti - famiglie, medici, insegnanti - rassicurano dicendo che potranno avere una vita normale e che non dovranno mai sentirsi diversi dagli altri.

Spero che questi bambini non vedano mai lo spot.
Advertising Agency: Armando Testa, Milan, Italy
Creative Executive Director: Michele Mariani
Art Director: Angelo Ratti
Copywriter: Gian Armando Testa
Director: Alberto Colombo

venerdì 4 febbraio 2011

VOLKSWAGEN, THE DARK SIDE OF THE FORCE.



Martedì la prima segnalazione, attraverso la lista dell'ADCI. A fine mattinata l'ho visto sulla bacheca di Facebook, condiviso e rilanciato più volte. E nel pomeriggio ho sentito risate nell'open space dei creativi, sono andato a vedere ed era lo stesso. In più, nove virgola due come punteggio su Adsoftheworld. E oltre 4 milioni di clicks su Youtube. Magari non vincerà a Cannes, ma è divertente, comprensibile, simpatico, ben recitato, dice bene quello che vuole dire, originale, a basso costo. Bingo.

dvertising Agency: Deutsch, USA


lunedì 3 gennaio 2011

THE NONJA PARADIGM


La tecnologia consumer procede sinuisoidalmente a ondate successive di complessità e semplicità. Gli aggeggi vengono inventati, poi si complicano maledettamente, e poi si risemplificano, e poi si ricomplicano, e via così. Le macchine fotografiche reflex a un certo punto avevano tante di quelle funzioni, focali, obiettivi, espositori, che per fotografare bisognava avere una borsa di dieci chili appresso. I videoregistratori alla fine erano così complicati che nessun familiare sopra i vent'anni sapeva maneggiarli. Le fotocopiatrici sembravano centrali nucleari. Gli impianti hifi, tra pre e finali, woofer e tweeter, valvole e transitor erano diventati una liturgia esoterico. Adesso i vhs sono scomparsi, sostituiti dalla rete e da youtube. I fax soppiantati dal mail. Gli hifi soppiantati dall'ipod. Per le macchine fotografiche siamo nella fase della semplificazione. E anche le reti sociali - io mi ero iscritto a MySpace ma non l'ho mai usato - con facebook sono diventate a prova di stupido. Quindi, ecco il Nonja Experiment. Una digital camera samsung così facile da usare, e con accesso automatico a Facebook, che qualunque primate può usarla. Sulla qualità delle foto, non è molto peggio di molte altre collezioni su Fb.

Il video con la case history su Adsoftheworld

Advertising Agency: Traktor Werbeagentur, Austria
Creative Directors: Antonia Tritthart, George Moringer
Art Director: Julia Reissfelder

mercoledì 22 dicembre 2010

BABBO NATALE: FATTI, NON FAVOLETTE


Quanto deve essere veloce Babbo Natale per visitare 200 milioni di famiglie in 24 ore (più otto di fuso), e portare regali che pesano 5000 volte un Jumbo Jet? 

Advertising Agency: Benedict & Helfer, Hungary
Art Director: Péter Fesler
Copywriter: Patrik Putz
Published: December 2010

giovedì 14 ottobre 2010

TNT. ONE SECOND MOVIE


Questa è una delle classiche notizie che fanno il giro del mondo nei blog, che però nessuno verifica effettivamente: il film più breve del mondo – 1 secondo - nascosto in un francobollo. Grazie alla stampa lenticolare (che roba è?), ruotando il francobollo lentamente (cioè in 1 secondo) si vede la nota (mai sentita) attrice olandese Carice van Houten che morde un dito maschile, davanti a un mulino a vento. Una assoluta sintesi della olandesità in un secondo: una bella ragazza, un mulino a vento, un'azione strampalata ma vagamente hard. L’agenzia KesselsKramer si è ispirata per il soggetto a un altro francobollo, del 1951. Adesso che ci penso, visto che TNT è nostro cliente in Italia, potrei chiedere di vedere il francobollo. Chiedere materiali ai clienti è sempre piuttosto complicato, non si sa perché. Però potrei dire che mi basta dargli un’occhiata veloce, massimo un secondo.

1 second film on Dutch stamp by Anton Corbijn from KesselsKramer on Vimeo.

giovedì 30 settembre 2010

BUSINESS CARDS




Da quanto tempo non vedo un biglietto da visita non dico sorprendente, ma almeno belloccio? Eccone qui tre. I primi due sono un multiuso per avvitare e svitare, e una toppa per aggiustare la camera d'aria. Il terzo è un buy-sell di un consulente finanziario. Piccole cose, ma come diceva Umberto Eco la perfezione si può raggiungere anche in un depliant per una officina meccanica. Mah. Non sono sicurissimo che fosse proprio per l'officina meccanica.

mercoledì 29 settembre 2010

SCARPE

Un video musicale per le nuove camper.


Advertising Agency: Swing Swing, USA
Production Company: The Kitchen films
Director: Luis López
Creative Director: Judith Francisco
Copywriter and song: Adolfo Pahissa
Art Director: Gabriel Da Silva


Una campagna demenziale per le nuove Diesel






Advertising Agency: Santo, Buenos Aires, Argentina
Creative Director: Maximiliano Anselmo, Luigi Ghidotti, Pablo Minces, Sebastian Wilhelm

giovedì 5 agosto 2010

AGOSTO, LA PIOGGIA E BILL BERNBACH.



Oggi piove e fa freddo nonostante sia il 5 di agosto, l'agenzia si sta spopolando per le vacanze imminenti, e mentre sistemo la scrivania che ne ha bisogno prendo in mano il libro di Mara Mancina 'Bill Bernbach e la rivoluzione creativa'. Le righe che trascrivo sono quelle di un pezzo finale di Pasquale Barbella, che parla di Bernbach e della sua lezione.

'Bernbach ha scosso lo senario della comunicazione commerciale facendovi irrompere ciò che mancava: il linguaggio quotidiano, l'esperienza mentale plausibile, l'autenticità di desideri e sentimenti - ovvvero le più elementari materie prime per ottenere quella credibilità che tutti gli investitori dicono di cercare'. 'Bernbach ci mette in guardia dai trucchi, ma i trucchi sono tuttora l'unica attrazione capace di scaldare i sensi dell'investitore medio. Il quale crede solo nell'idolatria del prodotto: ed essendo privo di senso idolatrare uno shampoo o una bottiglia di aceto, è costretto a giocare le sue carte in una dimensione parallela a quella del mondo reale, un eden farraginoso ed enfatico, fatto di aspirazioni strampalate e di suggestioni oblique'.

'Ai suoi tempi, Bernbach fu un maestro necessario; oggi che non c'è più dovremmo considerarlo un maestro indispensabile. Perchè nel frattempo la pubblicità si è attorcigliata sempre di più su se stessa, nutrendosi delle proprie uova - i codici, i vezzi, i gimmicks inventati nella sua preistoria. E quanto più pretende di avvicinarsi ai desideri e alle aspirazioni delle masse, tanto più se ne discosta, ripetendo stancamente i propri clichè e dimenticando l'alfabeto della vita'.


Barbella negli ultimi anni ha spesso parlato dell'irrealismo della pubblicità, indicandolo come la sua malattia mortale.

Ma non è solo la rappresentazione pubblicitaria in Italia a essersi ammalata di irrealismo: la stessa televisione, la scena pubblica e il teatrino politico sono talmente lontani dalla nostra vita quotidiana che non riusciamo più a coglierne il senso.

Le vacanze mi sembrano un ottimo pretesto per schiacciare il tasto Spegni.

martedì 27 luglio 2010

ADBAND.



Il mio solito metodo per selezionare i film su Adsoftheworld oggi, cioè guardare solo quelli con voti sopra il 9, mi dà questo sorprendente video virale a 9.5. Creato dall'agenzia john st. promuove adband, concorso tra i gruppi musicali formati da creativi dell'area di Toronto. Grande concetto, perfino troppo bello per una robetta così. E' vero che ogni creativo vorrebbe essere una rockstar. Ecco cosa succede nel caso.

Advertising Agency: john st., Canada
Creative Directors: Angus Tucker, Steven Jurisic
Art Director: Andrew Livingston
Writer: Simon Bryun
Agency Producer: Michelle Orlando
Director: Craig Brownrigg
Production Company: Radke Films
Executive Producer: Scott Mackenzie
Line Producer: Gillian Marr
DP: Brett VanDyke
Editorial: Bran Williams, Posterboy Edit
Online: Crush
Transfer: Bill Ferwerda, Notch
Music: Vapor

giovedì 1 luglio 2010

BYE STUPID

Be Stupid è stata una delle campagne che hanno fatto più rumore nel 2010. Uscita in gennaio, è diventata subito un successo virale e mediatico, con discussioni pro e contro su blog, testate specializzate ma anche quotidiani. E ha vinto il Grand Prix a Cannes, cosa che non gli riusciva da molto tempo, per la categoria Outdoor. Ma pochi giorni prima del premio, l'11 giugno, usciva la notizia che la partnership con l'agenzia londinese Anomaly era già finita. Nove mesi di lavoro in tutto. Nel sito dell'agenzia campeggia ancora la finestra con la scritta Be stupid fatta con l'adesivo. I motivi della rottura non sono riuscito a capirli, nè io nè altri, non ci sono state dichiarazioni nè pettegolezzi finora, li posso solo immaginare: un'agenzia creativa ma piccola non è stata poi in grado di dare un servizio quotidiano a un cliente globale con migliaia di punti vendita sparsi per i cinque continenti, problematiche di adattamento delle campagne e dei concetti a diverse culture e lingue. Tanto per fare un esempio, proprio oggi la notizia che in UK due dei soggetti sono stati censurati, questi che riporto.




Motivo: potrebbero generare comportamenti anti-sociali. Immagino cosa possa essere successo in paesi anche più moralisti. Comunque, mentre non più tardi di un mese fa ho sentito Renzo Rosso al Grand Prix a Milano parlare entusiasticamente della campagna, oggi è in corso una nuova gara. O Diesel ha comprato il concetto creativo, e cerca un'agenzia che lo declini, ma è molto difficile, oppure Be stupid è già finito.

venerdì 25 giugno 2010

MAI VEDERE LE PARTITE IN AGENZIA

I segni c'erano. Primo. Quando abbiamo fatto i pronostici in agenzia, su venti partecipanti uno solo ha scommesso sull'Italia vincente. Nessun altro, nemmeno in finale. Secondo: dopo gli sono venuti una serie di mali per cui è a casa da da dieci giorni. Terzo: l'ultima volta che abbiamo visto una partita in sala riunioni era nel 2002, eliminati. Tre segni sono una condanna. Ciononostante, quando Quagliarella ha segnato il due pari stava per venire giù la sala. Cosa resta? Che in agenzia ci sono inglesi, tedeschi, americani, spagnoli, quindi non tutto è finito. Ma la sala riunioni basta. Si torna al lavoro.

mercoledì 14 aprile 2010

YESADV. LA TUA CAMPAGNA PUBBLICITARIA A 60 EURO



Prima o poi doveva succedere. E' successo oggi: un'agenzia di Bologna, la LDB, ha creato yesadv, un sito in cui si può scegliere una campagna già fatta e personalizzarsela. E' la miniera d'oro della banalità: photostock + headline stock e via. Guardare i centri estetici per divertirsi. Ma la cosa interessante è il prezzo: a partire da 60 euro. Cosa dire? Da una parte certo fa orrore, dall'altra può essere pedagogico per tutti quei clienti che cose così le vorrebbero davvero. E, qualche volta, le agenzie fanno, ma a prezzi molto superiori ai 60 euro, e magari mettendoci un mese.

mercoledì 10 febbraio 2010

VIRTUAL STRIKE



Ne hanno già parlato altri blog, oggi. Ma penso sia il caso rilanciare. Perchè è una iniziativa non dico giusta, ma sacrosanta, quella dello sciopero delle agenzie belghe - tra cui McCann Lowe, Kunstmaan, VVL BBDO, Saatchi, Punta Linea, Famous - contro la degenerazione delle gare. E per il modo in cui è promossa: scrivendo un testo che rimbalza dal sito di un'agenzia all'altro. Per riaffermare alcune regole a proposito delle gare, innanzitutto quella del 'massimo tre agenzie'. Qualche anno fa anche l'Art Director Club Italiano, insieme ad Assocomunicazione, fece sentire la sua voce. Senza grandi risultati, a dire il vero, anche per la tradizionale incapacità delle agenzie italiane a mostrarsi unite sul campo, oltre che nei proclami. Al momento l'ADCI è molto concentrato sull'annual e le giurie. E Assocomunicazione ha delle raccomandazioni insieme alla European Association of Communications Agencies, che naturalmente quasi nessuno rispetta.



giovedì 7 gennaio 2010

THE BIG WON 2009


E' uscito ieri il report Big Won 2009, che riassume in alcune classifiche il meglio della creatività mondiale attraverso i maggiori premi. Varie cose interessanti da riprendere.

'What is emerging is a new kind of advertising, which is characterised by “ideas people want to be part of.” ‘Best Job in The World’ is exactly that, an idea that encourages participation. So too does Leo Burnett Toronto’s brilliant ‘Share our Billboard’ work for James Ready. Crispin Porter’s ‘Whopper Sacrifice’ is a great example of a wildfire idea that spreads fast across social media.
BBDO New York’s ‘The Cube’ for HBO, Shackleton’s ‘Barrilete Cosmico’ for Caja Madrid, DDB Berlin’s ‘Navigation Letter’, Ogilvy Frankfurt’s disturbing installations for ANAD and AIM Proximity’s ‘iPhone Jonny’ and ‘Yellow Treehouse’ are all inspirational new ways of engaging consumers in new places.


The Big Won 2009 - The top campaigns by total creativity

1. Best Job in the World Tourism Queensland SapientNitro 200
2. Wallace & Gromet Harvey Nicholls DDB London 134
3= Share our Billboard James Ready Leo Burnett Toronto 108
3= The Store that Sells Hope Red Cross Portugal Leo Burnett Lisbon 108
5. Dance T-Mobile Saatchi London 101
6. Trillion Dollar campaign The Zimbabwean TBWA Hunt Lascaris Jo’burg
98
7. The Yellow Treehouse Yellow Pages AIM Proximity Auckland 97
8. Magic salad plate Four n’ Twenty Pies Clemenger BBDO Melbourne
96
9. TED 696 Project Lion Nathan BMF Sydney 94
10. Two Worlds campaign Jeep Proximity BBDO Malaysia
92

Looking at the Top Campaigns for the year, ‘Best Job in the World’ leads the field by a distance. This is because it is one of those ideas that defies categories. It has won major awards in Direct Marketing, Digital, Integrated and Alternative and Innovative media categories.

It is the same with most Top 20 campaigns. To score highly, they have to work across different media.

Leo Burnett Lisbon’s ‘Store that sells Hope’ for the Portuguese Red Cross at No.3 won awards for Press, Direct, Design, Integrated and Alternative and Innovative.
Saatchi London’s ‘Dance’ idea for T-Mobile at No.5 won Media awards as well as prizes for Direct, TV, Digital, Alternative and Innovative and Integrated.

The Trillion Dollar campaign for The Zimbabwean from TBWA Hunt Lascaris Johannesburg similarly won awards in Poster advertising, Direct, Design and Integrated categories.

Even the ‘Share our billboard’ campaign for James Ready from Leo Burnett Toronto won a few awards outside Poster categories – in Media.

The highest-ranking piece of film is Droga5’s ‘The Great Schlep’ for the Obama campaign at No.11 but that won in Direct, Digital, Alternative and Innovative and Integrated categories as well as TV and Film.

Even Crispin Porter Bogusky’s ‘Whopper Sacrifice’, a pure online idea, won in Media and Alternative & Innovative categories as well as Digital.

What seems to be common to many of the top-ranking campaigns is that they have some sort of consumer experience woven into their fabric.

The Store that Sells Hope was exactly that, a shop in Lisbon.
‘The House of Imagination’ from Heimat Berlin was also a store, but more of a memorable event for the 100,000 people who visited it than anything.
‘The Yellow Treehouse’ idea from AIM Proximity Auckland got people watching a young woman set about building a restaurant in a tree – and then got them to dine there.
‘Dance’ was a startling example of street theatre which has inspired many Youtube imitations.

That said, there are some high-scoring ‘traditional’ campaigns in the Top 20, chiefly DDB London’s ‘Wallace and Gromet’ campaign for Harvey Nicholls Bristol and BBDO Proximity Malaysia’s ‘Two Worlds’ work for Jeep.

These are ideas that double-up their points tallies by winning in both Press and Poster categories.

One of the ongoing problems with scam for awards shows is that many agencies see it as a no-brainer to enter every press ad in Poster categories as well.

However, obvious scam does seem to be less evident in 2009 than in previous years. Perhaps juries have been tougher, especially in Asia Pacific where the number of award winners in print has dropped from 2008 levels.

The issues for the year(s) ahead seem to be:

* No-one owns digital any longer. The best online work has consistently come from traditional agencies. And while AKQA London has the top digital campaign of the year (Fiat’s eco;Drive), for digital specialists, the writing is on the wall. Stay as digital specialists and you will soon become little more than production houses.

* Direct is becoming vital in building brand momentum as well as sales success. Witness almost everything the Obama team did in 2008/9 and almost everything Madrid agency Shackleton is doing.

* Creative departments are the tails that wag their dogs. Most agency managers see how amorphous advertising is becoming but are in thrall to large numbers of people they employ with specific craft skills. Outsourcing and crowdsourcing are on the increase.

* Media agencies will continue to compete with creative agencies not just for the right to devise strategy but to execute the ideas well.

giovedì 2 luglio 2009

PASSION, NOT ABILITY


Mark Wnek

Da Advertising Age un pezzo di verità sul ruolo del Direttore Creativo. Segnalato da Till Neuberg sulla lista ADCI.

"He/she is a really great presenter." It's something I hear more and more often these days. Seemingly the primary quality sought in an agency creative chief is the flair with which he or she delivers a new-business pitch.

Really? I have a confession to make: I'm a rotten presenter. When I think about the creative directors whom I most admire, they are all average presenters at best. Where their talents lie is in producing brilliant, effective work for their clients.

Most (me included) are no oil paintings. Many drink too much and throw tantrums. Mostly, they shouldn't be allowed out unaccompanied by an adult. Which reminds me of Baudelaire's definition of genius: the ability to recapture childhood at will.

The most important quality that all good creative directors share is a passion for great work. And passion isn't always pretty. Often it is messy, inconvenient, and un-house-trained. It doesn't always fit in an expensive suit or smart sports coat. It doesn't furnish its possessor with client-friendly savoir-faire.

When I present work I'm passionate about, I fall to pieces. I stammer and sweat and shake. I drop scripts. I spill coffee.

It's terribly embarrassing. But at least it's authentic. After all, creatives are not politicians. Nor are they actors. New business pitches are not meant to be vaudeville. Great work should be the only eloquence necessary. Everything else is flim-flam.


ABOUT THE AUTHOR
Mark Wnek is chairman-chief creative officer of Lowe, New York.

Un commento:

Mark it sounds to me like you're a pretty good presenter.

giovedì 11 giugno 2009

VIDEOWEBSITE

Non metto quasi mai dei siti web sul blog, perchè alla fine mi annoiano quasi tutti. Tanatomeno quelli delle agenzie. Questo videowebsite però è da vedere. E anche la navigazione su Youtube. L'agenzia è booneoakley.

giovedì 17 luglio 2008

DOES ADVERTISING LIE? NOOOOOOOO!



Creative Beef posted some classical advertising lies. They are absolutely true.

• This is the last change, I swear.

• I’ll make sure you get full credit for your idea.

• The meeting went really, really well.

• It’s got to go out by noon.

• These changes are from the client.

• The new insurance plan will offer you better care for less money.

• The client wants a totally edgy idea.

• It’s software from home. Yes, I have a license.

• If you have any questions, feel free to contact the IT department.

• There’s no more money.

• Don’t worry about the budget.

• The client loves the idea.

• So many people had input. It’s hard to say whose idea it was.

• We’ve done a ton of research.

• We’re really excited about these concepts.

• I’ll be with you in just a minute.

• I stayed up till two working on the layout.

• I’ll have done in an hour.

• I worked ALL weekend.

• Rough layouts are fine.

• The client just wants to see what it looks like.

• We presented the agency’s recommendation to the client.

• It’s just a small change.

• If we do that, the ad will totally fail.

• We’ll make the changes.

• Your job is safe.

• We’re working on it right now.

• You never mentioned that at the meeting.

• I did not approve that.

• I timed it. The script is exactly 30 seconds long.

• I was checking out the client’s website.