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venerdì 2 marzo 2012

LA GAZZETTA DI LUCIO

L'idea più bella per ricordare Lucio Dalla è, sorpresa sorpresa, della Gazzetta. Lucio era un grande tifoso del Bologna e della Virtus, e uno sportivo nonostante il fisico da lanciatore di coriandoli. Oltre ai titoli in copertina, c'è anche la rubrica di Gene Gnocchi, con il titolo 'Pato deve fermarsi. Barbara: disperato, erotico, stop.

martedì 11 ottobre 2011

MENO VERITA' PER TUTTI.


Della nuova campagna del PDL, la prima senza Berlusconi, mi colpisce questo soggetto. Gli altri manifesti sono più generici: ami davvero il tuo paese, vuoi dare forza all'Italia, vuoi difendere la tua libertà sono ormai espressioni talmente generiche e vuote che non vogliono più dire nulla.

Meno tasse per tutti almeno era una promessa forte, il problema è che se fai una promessa concreta e poi non la mantieni la gente se ne accorge. E quindi meglio parlare di massimi sistemi.

Ma la frase sul vero e sul falso, ecco, quella mi dà un disagio quasi fisico. La politica ha dato di sé un'immagine così falsa, tra dichiarazioni e smentite, proclami pubblici e comportamenti privati, corruttele, favori, che non è più nemmeno accostabile a un qualunque concetto di verità. A destra come a sinistra.

E poi, chiedere di iscriversi al il popolo della libertà è pure sgrammaticato.




venerdì 15 aprile 2011

IL MANIFESTO DEL GOVERNO BERLUSCONI?


La pubblicità può avere tutti i difetti, ma ha un grande pregio: nell'esporsi, si dichiara.
Un prodotto si firma, una azienda si firma. Si prende la responsabilità di ciò che dice.

In questo caso, invece, no. La campagna che oggi dice 'Via le BR dalle procure' è vergognosa. Perché non è firmata da nessuno referente reale, non si sa chi l'ha finanziata, e non porta nessuna ragione per ciò che dice.

Questa non è solo brutta pubblicità. E' pubblicità profondamente scorretta, che tenta solo di manipolare il lettore, offrendogli uno slogan vuoto e minaccioso.

E' una pubblicità terroristica. Quanto di peggio si possa fare.

Spero che il Giurì, che spesso si muove per molto meno, la sanzioni, e identifichi anche il suo committente. E la sua idea di comunicazione.

mercoledì 23 marzo 2011

COSA C'E' DA VEDERE IN ITALIA? BERLUSCONI.



Peggio dello spot del creativo Jo-Vanardi non credevo si potesse fare. Ma la Brambilla c'è riuscita.
Che disastro, che disastro. Berlsuconi che snocciola su diapositive di una banalità assoluta cifre che non significano niente - cosa mi importa se abbiamo 30 mila o 60 mila dimore storiche? - e tra l'altro sono sbagliate (i siti italiani sono il 5% non il 50%, perchè sono 45 su 911). Poi, dette con un una faccia inguardabile da imbonitore, davanti a un librone fasullissimo da biblioteca finta.
E suscitando le ire delle località balnerari e montane, completamente dimenticate.
Ma non si poteva invocare il legittimo impedimento?

giovedì 13 gennaio 2011

VERA PELLE O VERO PELO?

E' un promo del film di Cetto La Qualunque sul 'pilu'? No, è il calendario realizzato dal genialone Oliviero per il Consorzio Vera Pelle, che sta già suscitando il solito polverone. La Regione Toscana ha chiesto il ritiro del calendario, allegato a Rolling Stones. La ministra alle pari opportunità Mara Carfagna ha chiesto l'intervento del gran giurì. Che ha già ingiunto di desistere dalla pubblicazione.  Il direttore di Rolling Stones, ovviamente, ne fa una battaglia ideologica: "In Italia regna la doppia morale. A casa di Oliviero Toscani e di 'Rolling Stone' invece no. Nei media nostrani da trent'anni la rappresentazione del corpo femminile è oltraggiosa, barbara, troglodita, a partire dai calendari diffusi dalle riviste maschili con le solite giovani signorine ritratte come cagnette pronte ad essere possedute". Non è che abbia torto. Ma se dice così per giustificare una esibizione ancora più volgare, allora diventa non credibile. 
Infuria la polemica, ancora prima della presentazione, che sarà stasera alle 18. Intanto Toscani se la ride, perchè è riuscito ancora una volta a far parlare di sè. Tra l'altro, con un'idea riciclata, perchè sembra che le immagini in questione siano già state utilizzate da Toscani in una passata edizione della Biennale di Venezia. 


martedì 19 ottobre 2010

REPORT, CHI LO ODIA E CHI LO AMA.



Ho visto Report domenica sera – non tutto perché non reggo una puntata intera di privilegi, inefficienze, corruzione e malaffare, mi viene l’angoscia sociologica. Ho una grande stima per Milena Gabanelli, i suoi giornalisti che fanno le interviste con la telecamera appoggiata sul tavolo, o usando le inquadrature del telefono quando gli interlocutori non si fanno trovare di persona.

Ammiro il coraggio di approfondire, di essere scomodi, di entrare in vicende per lo più oscure e nascoste. Di affrontare il Potere senza sconti. E mi piace il linguaggio asciutto ma diretto. Però mi chiedo anche se sono le mie convinzioni che mi influenzano, perché per esempio il neoministro allo sviluppo Romani la trova ‘odiosa’ e inefficace dal punto di vista giornalistico.

Oggi su questo dubbio una risposta invece ce l’ho: Qualitel, il monitoraggio della qualità percepita dei programmi Rai effettuato in primavera su 7.627 cittadini italiani con più di 13 anni (tra cui 3.197 intervistati anche per il prime time), l’ha giudicato tra i più graditi della tv italiana. Quindi un campione significativo della popolazione italiana, e cioè di diverse posizioni politiche, apprezza Report.

Ora, l'illuminata dirigenza rai Rai terrà conto di questa ricerca, magari complimentandosi con la Gabanelli e rafforzando il suo staff, passerà la notizia sotto silenzio, o cercherà di insabbiare le sue inchieste, magari con la scusa delle possibili querele? Mi sentirei subito di escludere l’ipotesi uno. Ma il servizio pubblico, dopotutto, non dovrebbe rispondere al pubblico?

mercoledì 7 luglio 2010

NIGHTMARE ITALY



Non solo non c'è lo straccio di un'idea, non solo ci sono le cartoline delle cose più viste e straviste, non solo il logo finale è da televendita porno, ma il testo e soprattutto lo speakeraggio sono agghiaccianti.

Master in Banalità in 30 secondi.

Vergogna.

Spero che nessuno sia stato pagato per questo.

venerdì 25 giugno 2010

MAI VEDERE LE PARTITE IN AGENZIA

I segni c'erano. Primo. Quando abbiamo fatto i pronostici in agenzia, su venti partecipanti uno solo ha scommesso sull'Italia vincente. Nessun altro, nemmeno in finale. Secondo: dopo gli sono venuti una serie di mali per cui è a casa da da dieci giorni. Terzo: l'ultima volta che abbiamo visto una partita in sala riunioni era nel 2002, eliminati. Tre segni sono una condanna. Ciononostante, quando Quagliarella ha segnato il due pari stava per venire giù la sala. Cosa resta? Che in agenzia ci sono inglesi, tedeschi, americani, spagnoli, quindi non tutto è finito. Ma la sala riunioni basta. Si torna al lavoro.

martedì 9 marzo 2010

CAMPAGNE ITALIANE

Parlo raramente delle campagne italiane, ma sono contento quando esce qualcosa di bello. Il film della Y&R per Arena è divertente, anche se riprende lo stesso concetto di qualche anno fa - c'era un tizio che non riusciva a respirare fuori dall'acqua. Però lo stile da reportage lo rende diverso dalla regia molto patinata degli anni precedenti. Vediamo come si sviluppa in questa direzione, meno televisiva e più virale.



Advertising Agency: Y&R, Milan, Italy
Executive Creative Director: Vicky Gitto
Art Director: Cristian Comand
Copywriter: Vicky Gitto
Production: BRW USA
Director: Michele Nocchi

Impossibile da non guardare questa immagine creata da Lowe Pirella contro l'uso degli animali nei test dei cosmetici. Complimenti.



Advertising Agency: Lowe Pirella Fronzoni, Milan, Italy
Creative Director: Umberto Casagrande, Mauro Manieri
Art Director: Lorena Cascino
Copywriter: GB Oneto





E mi piace anche questa campagna di Tita per Feltrinelli, che ha già prodotto diversi soggetti. Con un minimo budget ma molto stile. E un riferimento all'Economist.

Advertising Agency: Tita, Milan, Italy
Art Director: Emanuele Basso
Copywriter: Giuseppe Mazza
Photographer: Matteo Macchiavello

mercoledì 18 novembre 2009

GOLF. ONCE AGAIN

La sostituzione di un desiderio con un altro può provocare conseguenze impreviste. Strampalato ma divertente commercial della DDB Barcelona per la nuova Golf. Il claim nel filmato non si vede, ma si legge sul titolo di Youtube. Mah.



Brand: Volkswagen Golf
Director: Hugo Menduiña
Agency: DDB Barcelona
Executive Creative Director: José María Roca de Viñals
Creative Director: Juanra Alfaro
Art Director: Marti Pujolás
Copy: Guille Ramírez
Account Director:Gorka Lozano
Account Executive: Ester Vall
Producer: Vicky Moñino
Production Company: Agosto
Executive Producer: Rafa Montilla
Producer: Toni Moreno
DoP: Paco Femenía
Postproduction Supervisor: Sergi Roda
Postproduction: Infinia
Music: BSO

mercoledì 8 aprile 2009

IL TERREMOTO E L'AUDIENCE

L'orgoglio aziendale ha giocato un brutto scherzo al tg 1 del 7 aprile, edizione delle 13.30. La giornalista ha snocciolato tutti i record di ascolto dei servizi sul terremoto in Abruzzo. Agghiacciante. Svela i meccanismi del giornalismo televisivo più di un semiario di una settimana.

lunedì 20 ottobre 2008

DRUG ABUSE. LAMPS



Agency: Sudler&Hennessey Milan
Executive creative director: Angelo Ghidotti, Bruno Stucchi
Copywriter: Angelo Ghidotti, Giulia Capotorto, Silverio Speranza
Art director: Fabio De Vecchi, Max Luzzani
Production: Cow & Boys
Director: Marcello Lucini
SFX: Edi

giovedì 12 giugno 2008

I HAVEN'T EVEN TOUCHED IT

The french people are still disappointed for the 2006 World Champion final, aren't they?



Agency: Saatchi & Saatchi, Paris - Agency Producer: Martine Joly - Production Company: Wanda Productions, Paris - Producer: Jean Luc Bergeron - Director: Mickael Downing - DP: Simon Archer - Post-Production: Wam

lunedì 14 aprile 2008

ELECTION DAY IN ITALY. BERLUSCONI OR VELTRONI?

We are waiting for the final result. In the meanwhile , we can try to answer the big question: can advertsing change the perception of a leader? Watch these ads and judge by yourself.

Berlusconi


Veltroni