Inserire nel profilo facebook la disponibilità alla donazione degli organi. E' una notizia che è circolata qualche giorno fa suscitando discussioni. In attesa di capire se sarà davvero possibile, mi sto chiedendo cosa fare. Questo esperimento, condotto in Germania dall'associazione Fur Leben, arriva al momento giusto.
Ho visto la campagna della Armando Testa per la Fondazione italiana diabete.
Secondo me, fatta così, è una campagna sbagliata.
Io non credo che per stimolare la ricerca sul diabete -
che è una delle patologia più diffuse al mondo e quindi già oggetto di investimenti enormi in ricerca da parte dell'industria farmaceutica - sia necessario parlare dei bambini. E parlarne in questo modo.
Ci sono in Italia migliaia di bambini e adolescenti colpiti da diabete di tipo 1 che tutti - famiglie, medici, insegnanti - rassicurano dicendo che potranno avere una vita normale e che non dovranno mai sentirsi diversi dagli altri.
Spero che questi bambini non vedano mai lo spot.
Advertising Agency: Armando Testa, Milan, Italy
Creative Executive Director: Michele Mariani
Art Director: Angelo Ratti
Copywriter: Gian Armando Testa
Director: Alberto Colombo
I flash mobs hanno avuto un grande momento di celebrità e espresso anche alcuni capolavori, come Frozen Station. Poi la tecnica si è un po' inflazionata, e l'interesse è calato. L'unconventional in generale è in ribasso, anche perché si è esagerato con le guerrillas che erano solo distribuzione di volantini e i virals che non contagiavano nessuno.
Ogni tanto però c'è qualche bella idea che gira. A me piace per esempio questo piccolo mob canadese. Crediamo che nessuno ci veda, quando buttiamo una cicca fuori dal finestrino, una cartaccia o una bottiglia di plastica in terra.
E invece.
Quanti spot abbiamo visto sugli incidenti stradali e le cinture di sicurezza pieni di sangue e orrore? Forse troppi, e per questo non li guardiamo più. Embrace Life mi era piaciuto molto la prima volta che l'avevo visto. Concetto strepitoso, bella esecuzione. Poi, ogni tanto lo rivedevo su qualche blog, su qualche pagina di Fb o in qualche shortlist. Addirittura è successo che un cliente, nel darci un brief, ce lo mostrasse dicendo: ecco, vorrei uno spot così. Ma bravo. Lo vorrei fare anch'io uno spot così. Inizialmente era stato concepito per apparire sul sito della Sussex Safer Roads Partnership, come parte di una campagna più ampia. Come racconta Osocio, il blog dedicato alle campagne sociali, solo in un secondo tempo è stato messo su Youtube. Non sono molti i commercial che superano i dieci milioni di clicks. Embrace Life ne ha fatti più di dodici, e ha anche vinto meritatamente il premio come YoutTube Ad of The Year.
Non sappiamo se ha convinto qualcuno dei 12 milioni a mettersi le cinture. Ma vorremmo sperare di sì.
L'anno scorso la Metropolitan Police di Londra lanciò, con AMV BBDO, Choose a different ending. Una storia interattiva sull'uso del coltello tra gli adolescenti raccontata su youtube, con la possibilità di fare delle scelte come: prendo il coltello/non lo prendo, partecipo alla rissa/non entro, pugnalo/non pugnalo. Bello e scioccante. Il caso ebbe grande successo, fece il giro del mondo e vinse anche un Leone a Cannes. Ora, con lo stesso format, NHS Bristol ha lanciato questo Condom-Nocondom. Ieri ho tentato di guardarlo ma si bloccava. Ci sono anche state polemiche, e oggi per vederlo occorre 'sign-in'. E quindi l'ho visto. Non mi convince. Mentre la storia del coltello era drammatica e coinvolgente, e anche nuova, nel senso che, almeno a me, mostrava qualcosa che non sapevo, questa è talmente didascalica che non sorprende nessuno. Ma non è l'unico problema. E' proprio goffo il racconto. La ragazza sembra un'adescatrice. Il momento del condom-no condom è molto meccanico. E alla fine sembra un allegro invito agli adolescenti a fare sesso, basta che ci sia il condom. Non mi sembra il messaggio giusto. Ma io non sono il target.
La FDA ha diffuso una raccolta di 36 messaggi per scegliere i 9 che appariranno il prossimo anno sui pacchetti di sigarette. Si possono vedere qui. Ci sono molte immagini stravecchie - i polmoni pieni di cicche, le bare, i cadaveri all'obitorio - che ormai non fanno più effetto a nessuno. Non che siano particolarmente forti: qualcuno suggerisce di gogglare Cigarette Warning Labels per trovarne di molto più crude.
La questione resta molto controversa. Ci sono ricerche secondo cui i messaggi 'terroristici' sono inefficaci, perchè vengono ignorati intenzionalmente. Oppure che paradossalmente i messaggi spaventosi rinforzano il comportamento sbagliato. In Italia hanno messo in vendita adirittura dei porta-pacchetto che nascondono le immagini sgradevoli. Io credo che sia meglio suggerire un comportamento differente, piuttosto che spaventare. Come la famosa campagna americana del 'designated driver' per prevenire la guida sotto effetto dell'alcool. Meglio un insight intelligente. Come per ogni buona pubblicità.
Nel cinema, ci sono vari esempi di interazione tra pubblico in sala e film: dalla Rosa purpurea del Cairo di Woody Allen fino agli spot interattivi. Però una cosa così forte non l’avevo ancora vista: un finto commercial che diventa una tragedia. Le persone in sala devono essere rimaste basite. Specialmente quelle che mangiucchiavano popcorn.
Una campagna di promozione turistica al contrario. La PETA mostra la violenza assurda della caccia ai cuccioli di foca, e invita i turisti a non andare in Canada, ma ad esplorare un altro posto, 'Explore elsewhere'. Con le note dell'inno Oh Canada. Talmente drammatico da essere quasi inguardabile. Come possono essere disumani gli umani.
Ci sono 17 ori nella categoria film a Cannes quest'anno. C'è un po' di tutto. Ci sono operazioni interattive, come Last call, o Arctic Sun. Video strampalati, come Axe Balls, Foster Vb Regulars, Puma Hardchorus, Vonage Plans. Storie sorprendenti, come Canal Plus Closet. Opere d'arte, come The Man Who Walked Around The World. Ma quello che mi ha commosso è la storia di Selinah, malata di Aids. Che riesce a trasformare lo strazio in speranza. Oro meritatissimo.
Advertising Agency: Olgilvy, Johannesburg, South Africa Chief Creative Officer: Fran Luckin Executive Creative Director: Gerry Human Creative Director: Bridget Johnson Copywriter: Stephanie van Niekerk Agency Producer: Lisa Wides/Debbie Dannheisser Advertiser’s Supervisor: Sylvia de Jager Account Manager: Patience Jolingana Account Supervisor: Louise Johnston Production Company: EGG FILMS Cape Town, South Africa Director: Kim Geldenhuys Producer: Kerry Hosford Editor: Kobus Loots Music: Artist/Title: Leah Siegel, Human Art Director: Robyn Bergmann/Vidette Kay Post Production: Black Ginger
Vital Voices è un'organizzazione non governativa che aiuta le donne dei paesi emergenti a reliazzare i loro progetti. Qui, con una semplice ma efficace animazione, viene raccontata la commovente storia di Kakenya Ntayia, e della sua decisione di non fare quello che era stato già deciso per lei. Ntaiya è stata la prima ragazza del suo villaggio ad andare a scuola, guadagnare una borsa di studio e iscriversi a un college negli Stati Uniti, per poi tornare in Kenya a fondare la Kakenya Center for Excellence, unica e sola scuola per ragazze nella sua regione.
Co-Director: Aaron Kisner Co-Director: Pistachios Production Company: blacklist Design and Animation: Pistachios Executive Producer: Adina Sales Music: Dan Radlauer
Ci sono due film molto belli di Amnesty in circolazione in questi giorni. Bellissimo visivamente quello della cera, ma più incisivo concettualmente Russian Dolls: We must not let Russia's charm hide its atrocities.
Cera
Advertising Agency: TBWA\ Paris, France
Matrioska
Agency : La Chose, Paris
A proposito di Russian Dolls, mi ricordo di uno splendido film Smirnoff del 2006, oro a Cannes. Agenzia JWT
Grande realizzazione, montaggio a flashback, cinque minuti e quindici. Circa un milione di views al momento. Ricordo altre operazioni simili, come Cow taster . Ma resto scettico sull'efficacia di filmati come questo, come del resto si dice nel post appena qui sotto. Forse l'approccio che mi ha convinto di più sul tema è stata la storica campagna americana 'designated driver'.
Agence : Lowe Stratéus – Vincent Behaeghel, directeur de création Réalisateur: Stéphane Barbato Producteur : Bandits Production Chef opérateur : Frédéric Martial Wetter Monteur : Stéphane Elmadjian Musique : The Young Knives – English Rose
E' uscita qualche giorno fa a Treviso, ma l'ho trovata oggi su Adfreak. Se è arrivata sui blog di pubblicità, in particolare Osocio, che è forse il più autorevole sulla Public Service Advertising, vuol dire che si fa vedere. Lo stesso Osocio riporta i risultati di una ricerca secondo cui annunci 'choc' sono controproducenti, per un meccanismo paradossale: creano vergogna proprio nei destinatari, che per questo ricadrebbero nel loro comportamento. Mi sembra un po' aggrovigliata come spiegazione. Certo che Toscani ha lasciato un segno in Fabrica.
Bellissima questa installazione fatta a Parigi da BDDP per Solidarités International. Uno, perchè un font fatto di acqua non l'avevo mai visto prima. Due, perchè il testo è scritto bene. Tre, perchè non sapevo che l'acqua 'unsafe' avesse effetti così devastanti.
Advertising Agency: BDDP & Fils, Paris, France Creative Director : Guillaume Chifflot Art Director : David Derouet Copywriter : Emmanuel de Dieuleveult Motion Photographers : J and J Production Company: Cosa (Paris) Published: March 2010
Un conto da 73.000 Real per una birra con gli amici? Non è una truffa alla romana, ma una bella idea di guerrilla della Ogilvy Brazil.
Advertising Agency: Ogilvy Brazil Executive Creative Director: Anselmo Ramos Creative Director: Rubens Filho Head of Art: Denis Kakazu Copywriter: Megan Farquhar Art Director: Bruno Ribeiro Head of Production: Nana Bittencourt Producers: Cecilia Taioli, Mauricio Granado Account: Fernando Musa, Camila Porto, Samia Paz Approved by: Pedro Costa Production Company: HungryMan Executive Producer: Alex Mehedff Producer: Renata Dumont Director: Paulo Gandra Editor: Lucas Aires VFX House: HungryMan, Blackhouse VFX Technician: Rodrigo Oliveira Post-Production: Hungryman Team Audio: A9 Audio, Apollo9
Facebook ha 500 milioni di utenti, ma pochissime case histories creative interessanti, cioè che utilizzano una delle caratterisitiche del media in modo originale. Whopper Sacrifice e il suo 'unfriend' è la più citata, recentemente Ikea ha usato il tagging delle foto, e poi What is your bra color ha avuto una certa risonanza virale. Ora c'è questo lavoro sull'AIDS fatto da un'agenzia tedesca, che utilizza la generazione di gruppi con titoli provocatori come meccanismo creativo: 'I do it without condom', 'I hate condom'. Zero budget e buone idee, ecco la ricetta del successo su FB.
Agency: Phlipp und Keuntje Client: vergissaidsnicht.de CDs: Jo Marie Farwick, Diether Kerner AD: Alexander Norvilas CW: Rene Ewert, Dennis Krumbe Account: Steffen Schwab
E' finita su tutti i giornali l'annuncio stampa di Le droits de non fumeur. L'agenzia è BDDP. Cosa dire? Di sicuro ha fatto parlare, e spesso questo è il merito principale di una campagna, considerando poi che gli annunci con temi sociali godono di budget irrisori. Però trovo che l'insight sia molto forzato: fumare è essere schiavi del tabacco può essere vero, anche se spesso il vissuto dei ragazzi che fumano è tutt'altro, quasi un'affermazione di libertà. E poi qui tendono a sommarsi troppi temi, quello del fumo, dell'omosessualità, dello sfruttamento sessuale. Ho la sensazione che l'agenzia abbia voluto usare questa occasione per ottenere visibilità piuttosto che trovare un modo originale per parlare del problema. Il film per fortuna è molto diverso, e per mia sensibilità anche più interessante. Ma senz'altro non scandalizza nessuno, e nessuno ne avrebbe parlato.