Tornano i bambini terribili di Evian. Babyrollers è uno degli spot più virali di sempre.
Questo oggi me l'hanno già girato tre volte. Bello pure lui. Ha già 12 milioni di views.
Chapeau.
Da 25 anni Leo Burnett raccoglie in un reel le sue Cannes Predictions, spesso azzeccate. Qui ho inserito i casi - di tutte le categorie - che non sono nell'elenco del Gunn report. Via
01. Nike – Jordan “The Explosive Game” Wieden + Kennedy, New York, USA 02. Carlsberg “Bikers” Duval Guilaume, Brussels, Belgium 03. Sony — Playstation 3 “Michael” Deutsch, Los Angeles, USA 04. Canal+ “The Bear” BETC Euro RSCG, Paris, France 05. DirecTV “Cable Effects” Grey, New York, USA 06. Coca-Cola “Polar Bowl” Wieden + Kennedy, Portland, USA 07. Barnardo’s “Life Story” BBH, London, UK 08. P&G “Best Job — Olympics” Wieden + Kennedy, Portland, USA 09. Greenpeace “Oil On Canvas” Publicis Mojo, Auckland, New Zealand 10. Austria Solar “Solar Annual Report” Serviceplan, Munich, Germany 11. Mercedes-Benz “Invisible Car” Jung von Matt, Hamburg, Germany 12. Google “Google Wallet” RGA, New York, USA 13. LG — OLED TV “The Thief” Y&R, Amsterdam, Netherlands 14. Nike “Addiction” / ”Before & After” F/Nazca Saatchi & Saatchi, Brazil 15. Nike “My Time Is Now” Wieden + Kennedy, London, UK 16. Carling Black Label “Be the Coach” Ogilvy, Cape Town, South Africa 17. K-Swiss “MFCEO” 72andSunny, Los Angeles, USA 18. 7-Eleven — Slurpee “BYO Cup Day” Leo Burnett, Melbourne, Australia 19. Ubisoft – Just Dance 3 “Autodance” CP+B, Gothenburg, Sweden 20. BGH “Dads With Briefs” Del Campo Nazca Saatchi & Saatchi, Buenos Aries, Argentina 21. Doritos “Dip Desperado” AMV BBDO, London, UK 22. ESPN “Shake On It” Wieden + Kennedy, New York, USA 23. Google & OK Go “All Is Not Lost” Hakuhodo, Tokyo, Japan 24. The Village Voice “New York Types” Leo Burnett, New York, USA 25. Target “Little Marina” Mother, New York, USA 26. Organ Donor Foundation “Leila” Lowe Bull, Cape Town, South Africa 27. Intel “Museum of Me” Projector, Tokyo, Japan 28. Little Monster “Take This Lollipop” Tool of N. America, Los Angeles, USA 29. The Guardian “Three Little Pigs” BBH, London, UK 30. Australian Census “Spotlight” Leo Burnett, Sydney, Australia 31. Canal “The Man Who Lived In a Film” Try Reklamebyra, Oslo, Norway 32. Audi “The Swan” BBH, London, UK 33. Google Chrome “Dear Sophie” BBH & Google Creative Lab, NYC, USA 34. UNA — ONLUS “Hate” JWT, Milan, Italy 35. United Colors of Benetton “UnHate” 72andSunny, Los Angeles, USA 36. Troy Library “Book Burning Party” Leo Burnett, Detroit, USA 37. Harvey Nichols “Walk of Shame” DDB, London, UK 38. American Express “Small Business Gets an Official Day” CP+B & Digitas, Boulder & NYC, USA 39. John Lewis “The Long Wait” Adam & Eve, London, UK 40. Chipotle “Back to the Start” Creative Artists Agency/Chipotle, USA
Ci ha messo qualche giorno, ma oggi è arrivato anche a me.
Sulla mia pagina Facebook è apparso Kony 2012, il filmato che in una settimana ha raccolto settanta milioni di views su youtube.
La immagini di Jacob, che piange ricordandosi della morte del fratello trucidato dalle truppe di Kony, e che dice 'E' meglio morire che vivere così' sono strazianti.
Ma poi qualche domanda te la poni.
Kony è un ribelle. Ma il regime ugandese com'è?
E nei commenti saltano fuori link a molti altri filmati.
L'intera vicenda è una bufala.
Sono gli americani che vogliono il petrolio.
Kony è morto da sei anni.
Il regime è molto più feroce dei ribelli.
E' una truffa per raccogliere soldi.
Eccetera.
La rete è spesso così.
Dice tutto e il contrario di tutto.
E ognuno la spara più grossa, per farsi ascoltare.
Ma capire qual è la verità è difficile e richiede parecchio tempo.
Ho googlato 'truth about Kony' e c'erano talmente tanti link che non sapevo più cosa aprire.
Alla fine ho guardato su Wikipedia, che ha una miracolosa velocità di reazione.
Ma sulla versione inglese, su quella italiana ancora non c'è nulla.
Non pretende di dire la verità, ma raccoglie le varie posizioni.
E mi sembra un bel modo di procedere. E da lì qualcosa si intravede.
Perché la rete a volte ti fa arrivare sulla tua pagina qualcosa che ti chiede di essere aperto.
Lo apri e lo condividi, perchè è forte e ti prende lo stomaco.
E così si fanno milioni di views in pochi giorni, e la cosa diventa un fatto mediatico.
E i settanta milioni diventeranno cento o duecento.
E di questi, quanti si sono documentati?
Quanti hanno cercato di capire?
Domenica 5 febbraio va in onda il Superbowl XLVI, sulla NBC. Mentre l'attesa del pubblico è sul match, quella degli inserzionisti è sulla popolarità del loro commercials. Quest'anno le due cose si avvicinano: gli spettatori potranno votare in diretta il loro spot preferito. USA Today e Facebook hanno realizzato una app, Superbowl AdMeter, per vedere, votare e condividere i commercial durante la partita. Dopo tre giorni si saprà qual è il preferito. L'anno scorso vinse Bud Light, ma il trionfatore successivo fu VW The Force. Alcuni dei filmati stanno già girando. Doritos sta raccogliendo i voti per il suo Crashthesuperbowl.
Chi ha mai sentito parlare di Obermutten? Io no, prima di oggi. Ma da circa un minuto sono un fan, e presto, ci conto, sarò tra le facce della loro bacheca. Che non è solo quella virtuale: è di solido legno, e sta all'ingresso del paese. Una piccola idea, ma molto efficace. Come si racconta nel video, 79 abitanti e 10 mila fans. Che spero non decidano di invaderlo.
Ah, l'idea non è dei simpatici svizzerotti, ma della Jung von Matt.
E questo toglie tutto il fascino.
Ancora una volta Moustafa ha sbancato Youtube. Secondo Visible Measures Old Spice è di gran lunga il brand più cliccato della settimana. Si contano oltre 60 clips, con 17 milioni di clicks.
Ma, si chiede Adage, la popolarità del personaggio si traduce in quote di mercato? Non automaticamente, perché se l'anno scorso ci fu un boom legato a una promozione, quest'anno la curva scende un po'. Ma la leadership nel mercato resta.
Ritorno per un attimo sul delizioso The Force perché è il commercial perfetto. Dice con chiarezza quello che deve dire. E' un'idea originale. Non richiede un grosso budget di produzione. E' realizzato perfettamente. E' piaciuto a tutti. Ha un successo virale pazzesco: 34 milioni di clicks su youtube, 887 mila shares su facebook, 42 mila tweets e 956 blog posts. Ha scalzato addirittura il mitico Evian Babyrollers. Della stessa agenzia, la Deutsche di Los Angeles, anche Black Beetle, altro successo dell'ultimo Superbowl.
Wow. Adesso gli altri clienti vorranno gli stessi risultati. Che la forza sia con voi.
Oltre a Embrace Life, di cui ho parlato nell'ultimo post, Youtube (almeno decondo Adfreak) ha nominato i Top Ten Brand Video del 2010. La classifica è interessante, anche se i meccanismi di viralizzazione su youtube non sono così lineari: sono spesso dipendenti da notorietà acquisita su altri media, curiosità, o spinte di altro genere. Old Spice, per esempio, è stato il caso dell'anno, perchè ha vinto a Cannes e ha avuto una risonanza enorme non solo negli States, ma ovunque. Da notare che anche il secondo, Nike Write The Future, è firmato da Wieden + Kennedy. Il terzo, DC Shoes, non l'avevo mai visto. Il quarto invece, Tippex, è la versione Youtube del Subservient Chicken. Da segnalare il numero 8, un caso di crowdsourcing classico, Doritos. Anche uno spot fatto da creativi dilettanti può guadagnarsi qualche milione di views.
Mi piace questa campagna, anche se è piuttosto furbetta: invita a disconnettersi dalla rete con un linguaggio da Facebook, poi invita a condividere i video su Facebook. Però è divertente, e anche abbastanza vera. La strada resta il posto più vero per farsi dei veri amici. O la loro sorella. Tutti i film qui.
Torniamo su Evian Roller Babies perchè è un caso emblematico. Dopo quasi un anno, oltre cento milioni di views, 130 mila commenti e 500 mila fans su facebook, Evian ha deciso di programmare lo spot in tv. Doveva essere un filmato destinato solo al web, creato da Euro RSCG Parigi, ma il successo virale ha fatto cambiare la strategia. Danone ora sta investendo una cifra consistente nei canali televisivi, in US e UK, consapevole che anche una diffusione virale da record non ha un reale impatto sulle vendite. Occorre dire che anche su Youtube è stato fatto un investimento, per ottenere un 'paid placement' sulla home page.
Per un millisecondo ci avrei creduto. Se non fosse per il pilota.
Advertising Agency: Jung von Matt/Alster, Hamburg, Germany Chief Creative Officers: Deneke von Weltzien, Bernd Krämer Creative Directors: Thimoteus Wagner, Christian Fritsche, Timm Hanebeck Art Directors: Jonas Keller, Martin Strutz Graphics: Andreas Wagner, Andres Maldonado, Dino Erdmann, Christoph Jäger, Christopher Brinkmann Copywriters: Daniel Pieracci, Luca Rescheleit Web Concept: Gregor Fraser, Robert Ehlers Motion Design: Nina Borrusch Account Management: Christian Hupertz, Claus Jacobsen, Sonja Stockmann, Florian Schramm, Matthias Weigand, Maria Groh Strategic Planning: Carsten Hendrich, Thomas Zervos Agency Producer: Meike van Meegen Art Buying: Susanne Nagel, Bianca Winter Audio Production: White Horse Music GmbH – Gerrit Winterstein Audioforce: Thomas Süß, Robster Postproduction: Malte Rehde, Micha Kuehn, Stefan Eisele Production: Marcus Loick Desktop Publishing: Marion Beeck, Sandra Groetsch Photographer: Igor Panitz (Photographer BFF) Film Production: BM8 GmbH – Christine-Marie Gardeweg Director: Jeffrey Lisk & Berndt Possardt D.O.P./Lighting/Cameraman: Ekkehart Pollak, Fabian Hothan Editors: Sören Görth, Lennart Seeburg, Moritz Hausdörfer, Constantin v. Seld Postproduction: – 3D: Pixomondo – After Effects: BM8 Flame Artist: – Deli Pictures: Christoph Zapletal 3D Artist: – Pixomondo: Piet Hohl Special Effects: – Pixomondo: Piet Hohl Jung von Matt/next: Account Management: Christian Passarge, Mirja Rudau, Michael Behrens Programming: Lennart Kruse, Christian Amon, Benjamin Herholz Supervision: Thomas Feldhaus
A metà tra il clip musicale e il catalogo questo video realizzato da Anomaly per Diesel. Il pezzo è A hundred lovers, del debuttante Josep Xorto. Mah. Sembra un po' una versione un po' più noiosa di Uniqlock.
Agency: Anomaly, London Executive Creative Director: Mat Jerrett Creative Director: Anomaly Producer: Anomaly
Production Company: Stink Digital Director: Arno Salters Executive Producer: Mark Pytlik Film Producer: Hera King DoP: Will Bex Art Director: James Hatt Editor: Paul Hardcastle @ Trim
Production Manager: Jane Shackleton Production Assistant: Simon Sanderson, Jess Fletcher Post Production: Envy, London
Interactive Producers: Adam McNichol, Emma Rhys, Linda Essen-Moller Lead Developer: Ian McGregor Key Developers: Ozay Olkan, Zenon Olenski Design: Tom Jennings
Facebook ha 500 milioni di utenti, ma pochissime case histories creative interessanti, cioè che utilizzano una delle caratterisitiche del media in modo originale. Whopper Sacrifice e il suo 'unfriend' è la più citata, recentemente Ikea ha usato il tagging delle foto, e poi What is your bra color ha avuto una certa risonanza virale. Ora c'è questo lavoro sull'AIDS fatto da un'agenzia tedesca, che utilizza la generazione di gruppi con titoli provocatori come meccanismo creativo: 'I do it without condom', 'I hate condom'. Zero budget e buone idee, ecco la ricetta del successo su FB.
Agency: Phlipp und Keuntje Client: vergissaidsnicht.de CDs: Jo Marie Farwick, Diether Kerner AD: Alexander Norvilas CW: Rene Ewert, Dennis Krumbe Account: Steffen Schwab
Sono richiesti in tutti i brief. Ci sono libri, articoli, tesi di laurea che ne parlano. Ce ne sono migliaia in giro, case di produzione video si sono riconvertite. I virals ads sono il mito di questi anni. Ma la domanda è: funzionano? Certamente, se pensiamo a Dove Evolution. E anche qualche altro. Per esempio, Evian Baby Roller. E qui c'è la classifica dei migliori virals ads di sempre. Ma ci sono anche dei grossi, seri, pesanti dubbi. Il terzo capitolo di The Chaos Scenario, di Bob Garfield, parla di Youtube, e a proposito dice: 'Virality isn't a strategy, is a fluke (colpo di fortuna). In the history of online video, you can count the virals smashes on the fingers and toes of one amputee.' E non è tutto: 'Online ads don's work. People snacking video bits are simply not in a transactional mood'. I milioni di ragazzi che hanno visto Walk in fridge sono poi andati a comprare la Heineken? Un'altra risposta viene da Millward Brown. Una ricerca che analizza la capacità di alcuni commercial di diventare virali conclude che 'There was no relation between persuasion and viral potential. It's interesting to notice these viral ads are very engaging, but they may not be ultimately persuasive." E questa non è solo una considerazione che riguarda i virali, ma tutta la pubblicità. In un libro di Cernuto e Pizzigoni di qualche anno fa c'era una matrice fatta così: campagne brutte che non funzionano, brutte che funzionano, belle che non funzionano, belle che funzionano. Mentre tutti tendono alla numero 4, spesso incappano nella 3. Ecco perchè molte agenzie si consolano facendo dei bellissimi fakes. La beffa è che a volte non funzionano nemmeno come virali.
L'idea è fantastica, è stata lanciata in Argentina nell'autunno ma sta girando sulla rete adesso. Scommetto che ce la ritroveremo tra poco nella stagione dei grandi premi. L'insight: i ragazzi vogliono andare a bere la birra al bar con gli amici, le ragazze lo odiano, e quindi li tengono sotto controllo. Come uscirne? Andes, la birra della regione andina dell'Argentina, ha lanciato il Teletransporter, una cabina installata nei principali bar di Mendoza (andrebbe verificato quanti, mi sembra una installazione piuttosto costosa e ingombrante), dove i ragazzi sono istantaneamente trasportati in un altro ambiente - ospedale, palestra, cameretta del nipote - e possono rispondere alle chiamate delle fidanzate.
Ci sono stati un teaser e poi un filmato pianificato sui siti web maschili.
Advertising Agency: Del Campo Nazca Saatchi & Saatchi, Brazil Chief Creative Directors: Maxi Itzkoff, Mariano Serkin Creative Director: Javier Campopiano Copywriter: Patricio del Sante Art Director: Carlos Muller Designers: Bruno Tortolano, Juan Pedro Porcaro Agency Producers: Adrian Aspani, Camilo Rojas, Patricio Martinez Account Director: María Lorena Pascual Account Executive: Jaime Vidal Booth designers: AD Productions Production Company: Primo Directors: Nico y Martin Executive Producer: Carolina Cordini Photography Director: Leandro Fillol Post-Production Service Company: Cinecolor Audio Post-Production: Supercharango Responsible for Client: Ricardo Fernandez, Pablo Firpo, Eduardo Palacios, Martín Cao
Il bullismo può essere anche digitale? Il National Crime Prevention Council (NCPC) ha realizzato questo progetto, con Saatchi insieme a Google e Youtube. Un ragazzo appassionato di delfini si vede pesantemente preso in giro da commenti al suo video. Allora esce dall'inquadratura, afferra il commento e risponde. Youtube ha avviato un progetto di tutela contro il bullismo digitale, Youtube Safety Center, in cui si può denunciare un comportamento scorretto o scaricare suggerimenti. Esempio: Segnala i video che violano le nostre Norme della community. Imposta sempre i video personali come privati. Blocca gli utenti che pubblicano commenti o inviano messaggi che ti infastidiscono. Scrivi sempre commenti corretti e rispettosi.
E' stato visto 27 milioni di volte. Il più visto in assoluto fra i commercials caricati su youtube. I commenti alla sua uscita non erano stati di certo fantastici, e anche gli ultimi pubblicati su Youtube non lo sono. Anch'io non lo trovo particolarmente bello. Mi suona proprio finto e artificioso. Ma allora, si chiede Advertising Age, 27 milioni di persone hanno torto? Bella domanda.
Cosa scatena la viralità in Youtube? Mah. Con 120 milioni, Susan Boyle straccia tutti. Ma il video proviene da uno show molto popolare, e ne hanno parlato i giornali. Del trailer di New Moon, pure. Ma David dopo il dentista, un video girato in auto da un genitore, che ha fatto 37 milioni? E la Wedding Dance?
1. Susan Boyle - Britain's Got Talent (120+ million views) 2. David After Dentist (37+ million views) 3. JK Wedding Entrance Dance (33+ million views) 4. New Moon Movie Trailer (31+ million views) 5. Evian Roller Babies (27+ million views)
Ha fatto il giro dei blog, con commenti pesanti, Kiss My Glass. Speravo che il tema Assvertising fosse esaurito, e invece oggi sono incappato in questo.