Visualizzazione post con etichetta Szymborska. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Szymborska. Mostra tutti i post

mercoledì 1 febbraio 2012

AMORE A PRIMA VISTA


La versione di Axe. E quella di Wislawa.

Amore a prima vista. 
Wislawa Szymborska. 


Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E’ bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da molto tempo potevano incrociarsi ?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano-
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole ?
uno scusi nella ressa ?
un ha sbagliato numero nella cornetta ?
-ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava e allontanava,
tagliava loro la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra ?
Qualcosa fu perduto e qualcosa fu raccolto.
Chissà, forse già la palla
tra i cespugli dell’infanzia ?
Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
Subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.


venerdì 9 luglio 2010

DESTINY



La versione dell'amore come destino di Wislawa Szymborska è meravigliosa e resta la mia preferita. Ma questa di Axe non è male. E tutto sommato abbastanza più vera.


Amore a prima vista

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?

Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

W. Szymborska, da 'La fine e l'inizio'

lunedì 7 aprile 2008

WISLAWA

Si chiama Wislawa. E' una donna che adoro. Anche se non è italiana, non l'ho mai incontrata, l'ho vista solo in fotografia, e non è giovanissima, mi sembra che sia intorno agli 85. Ma la sua lucidità, la profondità, la perfetta bellezza delle sue parole hanno conquistato il mio cervello e il mio cuore. Wislawa Szymborska, Nobel per la letteratura 1996, oggi è a Catania, per le giornate di cultura polacca, e mi spiace molto non esserci. In omaggio alla sua giornata italiana, posto due delle sue sublimi poesie.

Ogni caso

Poteva accadere.
Doveva accadere.
E' accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E' accaduto non a te.

Ti eri salvato perchè eri il primo.
Ti eri salvato perchè eri l'ultimo.
Perchè da solo. Perchè la gente.
Perchè a sinistra. Perchè a destra.
Perchè cadeva la pioggia. Perchè cadeva un'ombra.
Perchè splendeva il sole.

Per fortuna là c'era un bosco.
Per fortuna c'erano gli alberi.
Per fortuna c'era una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna nell'acqua galleggiava un rasoio.

In seguito a, poichè, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo,
da una coincidenza.

Dunque ci sei? Dritto dall'attimo ancora socchiuso?
La rete aveva un solo buco, e tu proprio da lì?
Non c'è fine al mio stupore, al mio tacere.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.


Scrivere un curriculum

Che cos'è necessario?
E' necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto
è bene che il curriculum sia breve.
E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.

L'appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.

Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l'orecchio in vista.
E' la sua forma che conta, non ciò che sente.

Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.