Bello questo esperimento di Honest Tea. Il tè costa 1 dollaro, ma non tutti lo lasciano. L'onestà è piuttosto alta, intorno al 75%. Ed è notevole anche la crescita nelle vendite nelle città toccate dalla guerrilla. Anche perchè c'è stato un bel tam tam mediatico. Mi piacerebbe vedere lo stesso a Torino, Milano, Roma, Napoli e Palermo.
L'unica cosa che non ho capito è perchè si chiama Honest. Adesso che l'ha comprato la Coca Cola, lo capisco ancora meno.
Tra le tante idee di regalo, questa mi sembra la più inaspettata. Da parte di Spanair ai 190 passeggeri del volo JK5208 che la notte del 24 dicembre li portava da Barcelona a Gran Canaria.
Sono un fan della Coca Zero, e per questo mi infilo spesso in polemiche. Tipicamente, i bevitori di Coca classica dicono che fa schifo, mentre io sostengo che il sapore è praticamente uguale. Specie con ghiaccio e limone. Ho anche fatto fare un assaggio 'blind' a mia nipote Benedetta, 10 anni, e qualche coetaneo, quindi molto affidabili sulle bibite, e il risultato è che non hanno saputo distinguere.
Real Coke Taste, Zero Sugar: it's possible è appunto il claim di questo espositore della Leo Burnett di Manila. Mi piace perchè non puoi non fermarti a guardarlo. Perchè il messaggio è chiaro e diretto. Perchè non sembra un fake, come la maggioranza delle cose che si trovano in adsoftheworld, ibelieveinad eccetera. Ricominciare a fare delle cose che sorprendono, piacciono e funzionano e non ci vogliono dieci minuti a capirle non sarebbe male.
Advertising Agency: Leo Burnett Manila, Makati City, Philippines
Creative Directors: Raoul Panes, Alvin Tecson
Art Directors: Mon Pineda, Farlet Vale, Steph Mangalindan
Copywriters: Therese Endriga, Cey Enriquez
Il golf è uno degli sport che conosco meno, ma siccome ne parlavano tutti i giornali, c'erano i fratelli Molinari e Sky lo dava in 3d (nel mio televisore non-3d in realtà si vedevano due immagini identiche) ho guardato mezz'ora di Ryder Cup, prima di abbioccarmi. Come tutti i telecronisti sportivi, anche questi del golf abbondano di tecnicismi, curiosamente molto ornitologici, tipo eagle, birdie, albatross. Ho verificato che significano, rispettivamente, un colpo, due o tre sotto il par. Ma hanno assunto un nuovo significato, dopo la golf-guerrilla di Betfair. Non male, devo dire. Come si dice in giro, dopo la fly-vertising, la dog-vertising e la sheep-vertising, la bird-vertising.
Semplice ma efficace questa installazione interattiva creata da DDB Stoccolma per McDonald. Un billboard in cui saltellano panini, gadget, hamburger e dolcetti da fotografare. Chi riesce a scattare proprio l'oggetto voluto, lo ha in omaggio, nel McDonald dietro l'angolo. Un bel modo di far interagire l'affissione, il consumatore e il punto vendita.
Accozzaglia marketing è stata definita qualche mese fa da Subvertising. Guerrilla, ambient, mob, viral, facebook group, youtube, i-phone apps, twitter, flickr e tutta la compagnia unconventional, che ammorba piani di marketing, blogs e tesi di laurea. Questo video realizzato da un giornale svedese, Dagens Industri, per difendere il classico annuncio stampa, racconta la paradossale storia di Zebra, e del suo pazzesco progetto di lancio.
La notizia che sui cellulari Nokia la navigazione Ovi Maps è gratuita ha fatto scalpore. A Londra è diventata spettacolare, grazie a questa installazione ambient-interattiva. Un gigantesco segnale indicatore, lungo come due autobus, sospeso a 50 metri da terra, che pesa 60 tonnellate, gira secondo le richiesta inviate tramite telefonino dai passanti e indica la distanza.
Una dei più vecchi e abusati trucchi della pubblicità stampa è quello di capovolgere tutto. Spesso inefficace, perchè basta girare il giornale, e tutto diventa banale. GAP a Vancouver lo ha fatto in un modo un po' più faticoso, ma molto più incisivo. Con il claim Shopping turned on its head.
La Fun Theory sta avendo un successo enorme. La Scala Musicale su youtube è stata cliccata 6 milioni di volte. Adesso sta circolando questo nuovo soggetto, un contenitore di bottiglie da riciclare che assegna punti e si illumina. Successo enorme. Gente che esce di casa con borse piene di bottiglie e i bambini come per andare al luna park. Risolto il problema della raccolta differenziata. Ci voleva così poco!
We believe that the easiest way to change people's behaviour for the better is by making it fun to do. We call it The fun theory. Do you have an idea that uses fun to change behaviour? Enter now for the chance to win €2500. http://www.thefuntheory.com.
Advertising Agency: DDB, Stockholm, Sweden Creative Director: Andreas Dahlqvist Copywriter: Martin Lundgren Art Director: Simon Higby Web Director: Simon Mogren Web Producer: Pontus Kindblad, Daniel Alinder Web Designer: Karl-Johan Vogelius Production Company: Birth, Stockholm
Per una volta, la pubblicità serve davvero. Nel corso di un'alluvione a Mumbai alcune persone sembra che si siano salvate utilizzando un canotto installato su un cartellone pubblicitario. La documentazione fotografica si trova qui. In effetti, sul cartellone c'era scritto 'In case of emergency, cut rope'.
In Italia era successo qualche anno fa: i ragazzini impiccati a Milano di Maurizio Cattelan erano finiti sulle prime pagine dei giornali. Ieri è successo qualcosa di simile a Winston Salem, Nord Carolina. Alcuni passanti hanno visto una donna appoggiata su un cartellone pubblicitario in posizione piuttosto elevata e si sono intimoriti. E' intervenunta la polizia per scoprire che si trattava di un manichino. Era un'opera di Mark Jenkins, per promuovere la sua mostra al SECCA. Intanto, la notizia ha fatto il giro del mondo. Come uso dell'ambient mi sembra efficace.
Di Blu avevamo già mostrato Muto, un'animazione straordinaria realizzata sui muri di Buenos Aires. Adesso vediamo questa, COMBO, in collaborazione con Dave Ellis, in una masseria vicino a Grottaglie, dove si tiene il FAME. Il farsi e disfarsi delle immagini che nascono sui muri, nelle crepe, entrano nelle finestre, si nascondono, riappaiono, con una fluidità e una fantasia incessanti che tolgono il respiro. Fantastico.
A collaborative animation by Blu and David Ellis year 2009 http://www.blublu.org http://www.davidellis.org produced by studio cromie http://www.studiocromie.org music by Roberto Lange http://www.robertolange.com made at Fame festival 2009 http://www.famefestival.it
A Berlino il 3 settembre 1000 ometti di ghiaccio seduti sui gradini della Concert Hall si sono sciolti sotto il sole. C'erano 23 gradi, e il tutto è durato circa mezz'ora. L'installazione, a cura del WWF, e realizzata dall'artista brasiliano Nele Azevedo, originariamente era una sorta di critica ai monumenti nelle città, ma è stata adottata dagli ecologisti per attirare l'attenzione sull'aumento della temperatura terrestre, che dovrebbe raggiungere i 3.2 gradi bel 2100.
Il gigante torna spesso nei racconti pubblicitari. Jolly Green Giant è citato su tutti i manuali della pubblicità. Mentre nei film sono cattivi, nella pubblicità sono bonaccioni e teneri. Questo, con due alberi sulle spalle, che fa partire le turbine, sistema i cavi dell'alta tensione, gonfia i serbatoi di gas, stende i manti d'erba è una delizia. Jung von Matt mi piace sempre di più.
Agency: Jung von Matt/Elbe, Hamburg Creative Directors: Jens Pfau, Tobias Grimm Production Company: Fido, Stockholm Director: Andrés Rosas Hott Creative Director: Kaj Steveman Song: "I Love the Mountains"
Ricordo che è di un'altra tedesca di Amburgo il meraviglioso The power of Wind del 2007.
Mettersi in posa. Scattare. Postare su flickr. Un'idea semplice e divertente che è ambient, guerrilla, viral, integrated. Del resto, quando sei a Piccadilly cos'altro hai da fare che farti fare una foto?