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giovedì 21 ottobre 2010

IL GEOTAGGING INCONSAPEVOLE



Non sono solo le telecamere nelle strade, le strisciate della carta di credito, i telepass a tracciare dove siamo. C'è anche il geotaggin inconsapevole. Questa sigla proprio non la conoscevo: Inadvertent Information Sharing. Cioè stiamo lasciando tracce inconsapevoli sempre più precise. Postare le foto su Facebook o su Twitter può essere rischioso, se hanno incorporato un geotag, cioè un dato che identifica latitudine e longitudine del luogo in cui la foto è stata scattata. E ce l'hanno se la digital camera o lo smartphone con cui è stata scattata hanno un sistema GPS. Un esempio. Immaginiamo di postare una foto di questo tipo scattata a casa propria: qualcuno con un software apposito può scaricare il geotag, e trovare facilmente l'indirizzo della casa. E se abbiamo anche aggiunto alla foto 'Ciao, sono in vacanza', ecco che c'è tutto il necessario per un furto in tranquillità. Sul sito IcanstalkU, Raising awareness about inadvertent information sharing, ci sono esempi di questo tipo tratti da Facebook e Twitter. E interessante è anche l'articolo di due esperti di dell'Università di Berkeley, dal titolo inquietante: Cybercasing the joint, ovvero mettere una custodia elettronica ai luoghi. Sullo stesso sito Icanstalku c'è il sistema per disabilitare il geotag. Ci tocca anche fare il Geotags cleaning.
Via New York Times

venerdì 23 aprile 2010

CATCH A PHOTO. INTERACTIVE MCDONALD BILLBOARD



Semplice ma efficace questa installazione interattiva creata da DDB Stoccolma per McDonald. Un billboard in cui saltellano panini, gadget, hamburger e dolcetti da fotografare. Chi riesce a scattare proprio l'oggetto voluto, lo ha in omaggio, nel McDonald dietro l'angolo. Un bel modo di far interagire l'affissione, il consumatore e il punto vendita.

venerdì 9 aprile 2010

NEW YORK. UNDERGROUND PUZZLE

A volte girano sui blog delle cose che sembrano, appunto perchè girano, geniali e di grande successo. Per esempio, questa affissione puzzle. In sostanza è una tecnica di teasing, che consiste nel seminare frammenti di un'immagine e lasciare che gli spettatori la ricompongano, usando le fotocamere. Avviene nella sotterranea di NY City, e utilizza twitter come guida, attraverso la hash tag #UNDERGROUNDPUZZLE, che stimola e incoraggia i partecipanti. L'idea è bellina, è nel centro del mondo, l'agenzia è cool, c'è l'interattività, è coinvolto il social network più di moda. Però se andiamo a vedere: 131 Following 78 Followers 2 Listed. Compresi gli ideatori, gli amici, il cliente e qualche maniaco dell'advertising. Magari esplode fra una settimana. Ma dubito.


mercoledì 15 luglio 2009

INTO THE WILD

Cosa succede dopo che sei caduto da una parete. Parte 1 e 2.

1.


Agency: Colenso BBDO, Auckland
Production Company: Film Construction
Director(s): Nic Finlayson
Creatives: Nic Finlayson (DoP)
Nick Worthington (Creative)
Karl Fleet (Creative)
Emmanuel Bougneres (Creative)

2.


Agency: The Campaign Palace, Sydney
Creative Directors: Cameron Hoelter, Kelly Putter