lunedì 30 marzo 2009

500 & DIESEL



E' uscita la nuova campagna della 500 a gasolio, fatta per l'appunto in partnership con Diesel. Ha suscitato una certa discussione perchè 1. l'ha fatta Lapo Elkann, 2. nessuno ha ben capito se significa qualcosa, oppure sono solo belle foto. Quindi, su un gruppo dell'ADCI Fabio Ferri, creativo di Indipendentideas, ha raccontato la storia.
'E' nata dopo più di 9 mesi di lavoro, più di 5 steps di tribe creativi, e la progressiva eliminazione delle altre 2 agenzie che erano in gara:
l'agenzia nordeuropea di Diesel e l'agenzia torinese di Fiat. Noi, piccoli terzi incomodi, indipendentideas, dopo almeno 20 strade creative abbiamo partorito una campagna che, molto umilmente, cerca di marcare un piccolo passo avanti (o in diagonale?) nel modo di comunicare sia un'automobile, che un italian fashion brand. Due bei nomi. Due stili italiani: Lo stile della nuova 500 di Fiat, ed il nuovo stile black&white di DIESEL.
Poche parole. Anzi, alla fine nelle mega-affissioni, nessuna.
Abbiamo deciso di imporci un minimalismo verbale pressocché totale (a parte "the PILL": il Pillolone-Logo, mezzo "500" e mezzo "DIESEL") e lasciare la massima libertà di interpretazione delle 5 foto, ricchissime di dettagli, costruite insieme al vecchio artista (e fotografo) statunitense Larry Sultan.
Abbiamo realizzato lo shooting questo inverno a Berlino Est, mezzi assiderati alle 4 del mattino, fra vecchie fabbriche abbandonate, coccodrilli e bar alla Hopper, poliziotti ammanettati e managers asiatici in crisi sul latte versato.
E' una campagna un po' oscura, sì. Ma... Guardate bene. La realtà è piuttosto dark'


C'è anche in giro per Milano questo:

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Fabio Ferri, ex direttore creativo europeo in Saatchi & Saatchi Roma, non è un fotografo, bensì un Art Directot. Attualmente è Direttore Creativo Art di Independent Ideas.
www.inideas.it
PS: (il fotografo è Fabrizio Ferri).

angelo ha detto...

corretto, grazie.

sabrina ha detto...

a me piace molto l'headline: in odd we trust.

Mirco ha detto...

mi ricorda due cose:
1.quegli artisti che lasciano la tela bianca, perchè "lo spettatore possa vederci una provocazione, oppure quello che vuole. Come preferisce lui"
2. il mio compagno di classe che interrogato in filosofia risponde: "non voglio dire niente. io so di non sapere".
i primi sono esposti al pompidou, il secondo ha ripetuto la terza. chissà a questa campagna quale delle due sorti toccherà