martedì 14 dicembre 2010

TOP TEN BRAND VIDEO

Oltre a Embrace Life, di cui ho parlato nell'ultimo post, Youtube (almeno decondo Adfreak) ha nominato i Top Ten Brand Video del 2010. La classifica è interessante, anche se i meccanismi di viralizzazione su youtube non sono così lineari: sono spesso dipendenti da notorietà acquisita su altri media, curiosità, o spinte di altro genere. Old Spice, per esempio, è stato il caso dell'anno, perchè ha vinto a Cannes e ha avuto una risonanza enorme non solo negli States, ma ovunque. Da notare che anche il secondo, Nike Write The Future, è firmato da Wieden + Kennedy. Il terzo, DC Shoes, non l'avevo mai visto. Il quarto invece, Tippex, è la versione Youtube del Subservient Chicken. Da segnalare il numero 8, un caso di crowdsourcing classico, Doritos. Anche uno spot fatto da creativi dilettanti può guadagnarsi qualche milione di views.

OLD SPICE, 24 mln views


NIKE, WRITE THE FUTURE, 21 mln

Nike Write The Future from Wieden + Kennedy London on Vimeo.


DC SHOES, KEN BLOCK GIMKANA, 19 mln


TIPPEX, SHOOT A BEAR, 13 mln


GILLETTE, ROGER FEDERER TRICK, 7,7 mln


TOYOTA, SWAGGER WAGON, 7.6 mln


ETRADE BABY, 6.5 mln


DORITOS, HOUSE RULES, 6,4 mln


GEICO, PIGGY, 6.2 mln


ADIDAS, STAR WARS CANTINA, 4,7 mln










http://adweek.blogs.com/adfreak/2010/12/youtube-names-top-10-brand-videos-of-2010.html

venerdì 10 dicembre 2010

EMBRACE 12 MILLIONS LIVES



Quanti spot abbiamo visto sugli incidenti stradali e le cinture di sicurezza pieni di sangue e orrore? Forse troppi, e per questo non li guardiamo più.
Embrace Life mi era piaciuto molto la prima volta che l'avevo visto. Concetto strepitoso, bella esecuzione. Poi, ogni tanto lo rivedevo su qualche blog, su qualche pagina di Fb o in qualche shortlist. Addirittura è successo che un cliente, nel darci un brief, ce lo mostrasse dicendo: ecco, vorrei uno spot così. Ma bravo. Lo vorrei fare anch'io uno spot così.
Inizialmente era stato concepito per apparire sul sito della Sussex Safer Roads Partnership, come parte di una campagna più ampia. Come racconta Osocio, il blog dedicato alle campagne sociali,  solo in un secondo tempo è stato messo su Youtube. Non sono molti i commercial che superano i dieci milioni di clicks. Embrace Life ne ha fatti più di dodici, e ha anche vinto meritatamente il premio come YoutTube Ad of The Year.

Non sappiamo se ha convinto qualcuno dei 12 milioni a mettersi le cinture. Ma vorremmo sperare di sì. 

venerdì 3 dicembre 2010

LE IDEE DIGITALI DEL DECENNIO


Fine anno è tempo di premi e classifiche. Che avranno tutti i difetti, ma almeno fanno una selezione dei casi più interessanti o ne segnalano altri che magari erano sfuggiti. Quindi, ecco le 10 migliori idee digitali del decennio secondo l'One Show. Il numero uno è il mitico Subservient Chicken, cosa su cui ovviamente concordo in un articolo. Mi sorprende semmai il secondo posto per The Hire di BMW, che tutto sommato è un video. Mentre Nike Plus è davvero una cosa completamente nuova e mai vista prima. Seguono Uniqlock, meraviglia jap, Whopper Sacrifice, ad oggi l'unica vera idea passata in Facebook, Nike Chalkbot, molto ingegnoso, perfino troppo, Dream Kitchens, che a dire la verità non conosco, Fiat Eco Drive, l'unico di un marchio italiano, lo stupendo HBO Voyeur e il virale dei virali, Dove Evolution.

Mentre mi ha stupito una classifica di Adage delle migliori campagne del 2010, con un complesso sistema di valutazione, che mette al primo posto assoluto We choose the moon, un sito sviluppato per il JFK Presidential Library che ripercorre il volo dell'Apollo 11 e l'allunaggio. Bello, niente da dire, ma che sia una 'campagna' mi sembra dubbio. Ecco la classifica, che clamorosamente vede al sesto posto Heineken Auditorium, in effetti una delle più premiate dell'anno.

mercoledì 1 dicembre 2010

WELL DONE


Ecco un annuncio stampa perfetto. C'è una cosa chiara da dire: le calze che non si rompono. Poteva essere detto in modo banale, la solita belloccia con in mano la confezione delle calze e una headline finto creativa tipo 'Io non rompo mai', oppure in modo arzigogolato, che ne so, le calze usate per trainare una nave. Invece ecco: un momento molto femminile, quello di infilarsi le calze, uno scatto sontuoso, e un'idea così difficile da avere ma così immediata da capire. Nei cento annunci stampa senza idee di ogni magazine, una su cui è impossibile non fermarsi. Ecco qui. Ci vuole poi molto? 
Sì. 

PS: curioso che direttore creativo, copy, art e fotografo siano maschietti, eh? 

Advertising Agency: Herezie, Paris, France
Creative Director: Andrea Stillacci
Copywriter: Jean-Laurent Py
Art Director: Sebastien Boutebel
Photographer: Bruno Dayan
Other: Marion Liebschutz

venerdì 26 novembre 2010

NOKIA N8 DOT. TSP, TECHNOLOGY SELLING PROPOSITION


Che meraviglia. Questo è Dot, il video ha vinto l'Epica d'Or per i film. Girato in stop motion con la videocamera da 12 megapixel del Nokia N8 e il Cellscope, una lente incorporata nello smartphone, racconta il viaggio di Dot, una ragazzina alta 12 millimetri, in un mondo microscopico che la rincorre per  annientarla. Poesia e tecnologia, in un progetto dove idea ed esecuzione sono del tutto interdipendenti. E in cui il prodotto non è solo l'oggetto del messaggio, ma anche il mezzo per produrlo.
Agenzia Wieden + Kennedy Londra, realizzato da Ardman Animations e diretto da Sumo Science con la tecnologia CellScope.



Segnalo poi che il premio per l'interattività e per il mobile l'ha vinto Brothers & Sisters di Londra per una iPhone app, 'Streetmuseum'. Utilizzando immagini d'epoca, l'applicazione consentiva di fare un viaggio nel tempo lungo le vie dei musei  di Londra.


E anche che la categoria Integrated l'ha vinta di nuovo JWT Italia con la campagna Are You Still

giovedì 25 novembre 2010

THE SOCIAL NETWORK. CHI E' DAVVERO MARK ZUCKERBERG?



‘The conspicuous paradox that “The Social Network” plays with is that the world’s most popular social networking Web site was created by a man with excruciatingly, almost pathologically poor, people skills.’

La domanda che resta dopo aver visto il film è: Zuckerberg è un cazzuto perché ha creduto e sviluppato sul serio un’idea non poi così geniale che girava nei campus da anni, oppure è uno sporco bastardo che si è impadronito di un’idea di altri e ha ci ha fatto una fortuna? Difficile rispondere. Certo, c’è una frase in una delle scene del processo, quando Mark dice: ‘La risposta è molto semplice, se l’idea di Facebook fosse davvero loro, LORO avrebbero fatto Facebook. Invece l’ho fatto io’.
Comunque, nel primo caso, oltre ad aver fatto il botto e aver cambiato per sempre la rete, ha fatto anche guadagnare ai due smidollati gemelli Winklevoss 65 milioni di dollari (la giovane avvocatessa dice che per Facebook a quel punto è come pagare una contravvenzione per eccesso di velocità), e un gruzzolo anche a Eduardo Saverin – sembra che dopo una causa abbia riguadagnato il 7% delle quote. Nel secondo caso, invece, non si capisce perché i gemelli non abbiano lanciato un’altra versione della stessa idea – cosa che poi è successa, ma mentre Facebook ha avuto un successo travolgente, ConnectU, la piattaforma sociale dei gemelli, ha vivacchiato per un po’ e poi credo sia stata sopraffatta. Oggi, i Vinklevoss hanno una pagina su Facebook.
Vale insomma il vecchio concetto ‘non è importante quante idee hai avuto, ma quante ne hai realizzate’.
Alla fine, pur essendo scostante, presuntuoso e brutale, lo Zuckerberg del film non esce tanto male. E’ uno sfigato, un outsider, un ebreo nel covo dei wasp, uno che un po’ per rivalsa e un po’ per geekitudine si identifica nel suo progetto e lo difende a tutti i costi. Di sicuro, sono più irritanti gli avvocati, i rettori delle università, i figli di papà, i principi di Monaco e le principessine da college.
I titoli di coda dicono che Facebook ha 500 milioni di utenti ed è valutata 65 miliardi di dollari. Dal momento in cui è stato composto il rullo dei credits a oggi, se ne saranno aggiunti altri milioni. C’è una pagina che è aggiornata continuamente. Quello che sta diventando Facebook, ancora non lo sappiamo. Tutto sommato, Zuckerberg ha solo 26 anni.

martedì 23 novembre 2010

COKE ZERO. IT'S POSSIBLE


Sono un fan della Coca Zero, e per questo mi infilo spesso in polemiche. Tipicamente, i bevitori di Coca classica dicono che fa schifo, mentre io sostengo che il sapore è praticamente uguale. Specie con ghiaccio e limone. Ho anche fatto fare un assaggio 'blind' a mia nipote Benedetta, 10 anni, e qualche coetaneo, quindi molto affidabili sulle bibite, e il risultato è che non hanno saputo distinguere.  
Real Coke Taste, Zero Sugar: it's possible è appunto il claim di questo espositore della Leo Burnett di Manila. Mi piace perchè non puoi non fermarti a guardarlo. Perchè il messaggio è chiaro e diretto. Perchè non sembra un fake, come la maggioranza delle cose che si trovano in adsoftheworld, ibelieveinad eccetera. Ricominciare a fare delle cose che sorprendono, piacciono e funzionano e non ci vogliono dieci minuti a capirle non sarebbe male. 

Advertising Agency: Leo Burnett Manila, Makati City, Philippines
Creative Directors: Raoul Panes, Alvin Tecson
Art Directors: Mon Pineda, Farlet Vale, Steph Mangalindan
Copywriters: Therese Endriga, Cey Enriquez