1 giorno fa
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martedì 24 luglio 2012
I WILL LIVE FOREVER
Terzo spot olimpico di W+K, stavolta per Old Spice - che è sempre Procter & Gamble. Uno smilzo nuotatore vince a mani basse grazie a un audiotutor Old Spice. E inizia una carriera da eroe, fino alla tomba. E' il tentativo di replicare la magia di Smell like a man, man, il più grande successo planetario creativo degli ultimi anni. Temo che stavolta non sarà lo stesso. Ma il motto di W+K non è Fail harder?
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giovedì 12 luglio 2012
LE OLIMPIADI, LE MAMME E I BAMBINI
P&G ha deciso di cogliere l'occasione delle Olimpiadi per cambiare il suo stile di comunicazione, di solito molto prodotto-centrico. Dopo The best job, il commercial creato da Wieden & Kennedy, ecco Kids. Tutti gli atleti che stanno arrivando a Londra tra ali di folla e schiere di fotografi sono bambini. Boxeur, sollevatori di pesi, tuffatori, ginnaste (queste sono davvero bambine anche nelle Olimpiadi vere), nuotatori. Anche se si comportano da adulti, hanno la cravatta, leggono il quotidiano negli spogliatoi, si fanno la barba, sono tutti al massimo dodicenni. Perché?
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giovedì 3 maggio 2012
THE HARDEST JOB IN THE WORLD
L'avevo visto qualche settimana fa e mi aveva emozionato.
Poi è girato parecchio, e ha suscitato anche molti commenti.
Quindi aggiungerò anche il mio.
Belle storie.
Ma ci sono anche le madri di quelli che hanno perso, e spesso hanno fatto anche più fatica.
Non si è sempre detto che le Olimpiadi non sono solo per i vincenti?
Forse nello script c'era anche qualche sconfitto.
E forse qualcuno l'ha tolto anche da lì.
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martedì 4 maggio 2010
DEEPWATER HORIZON. ANIMAL CLEANING
Questo era Dawn Dishwashing nel 2009. P&G sta inviando adesso migliaia di bottiglie di Dawn nella regione del disastro della Deepwater Horizon. Solidarietà ecologica o marketing di una catastrofe?
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mercoledì 1 ottobre 2008
GLASSED BEETHOVEN
The glass harmonica, also known as the glasharmonika or hydrocrystalophone, is a musical instrument that uses a series of glass bowls graduated in size to produce musical tones by means of friction.
There are few glasharmonika players in the world today. I saw one of them in Prague, years ago, and his glass-sound spreading around the Old Castle was magic.
Grey has used the famous Beethoven 'Ode to joy' form the 9th Symphony played on glasses to advertise Procter's Magistral Dishwasher.
Tagline: It's amazing what your hands can do. Care them
Advertiser: Procter&Gamble
Brand: Magistral Hypoallergenic Dishwasher
Agency: GREY Argentina
Executive Creative Director: Pablo Gil, Sebastián Garín
Creative Director: Diego Rubio, Coco Olivera
Art Director: Diego Rubio
Copywriter: Coco Olivera
Country: Argentina
There are few glasharmonika players in the world today. I saw one of them in Prague, years ago, and his glass-sound spreading around the Old Castle was magic.
Grey has used the famous Beethoven 'Ode to joy' form the 9th Symphony played on glasses to advertise Procter's Magistral Dishwasher.
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martedì 18 dicembre 2007
L'ANNO CHE VERRA' - 2
Seconda domanda: qual è la cosa più importante imparata quest'anno?
Sicuramente, sono impressionato dalla crescita degli investimenti pubblicitari sulla rete. Mentre la spesa sui mezzi classici nei primi 9 mesi del 2007 è cresciuta di 1.4%, c'è un +43% sul Web, che già era del 45% sopra l'anno precedente. In un'intervista riportata sul magazine dell'Adci Joakim Jonason (protagonista del successo del marchio H&M come International Marketing Director, poi fondatore dell'agenzia Paradiset, vincitore del Grand Prix a Cannes con Diesel e innumerevoli premi ovunque) dice: “Da qui a cinque anni, il web sarà centrale rispetto a qualunque altra forma di comunicazione. Chi non lo capisce oggi, non avrà tempo per capirlo domani. Tutti gli elementi di comunicazione, compresi gli spot e le campagne stampa, che continueranno ad esistere, vanno pensati da subito in funzione di una totale interazione con la filosfia creativa della marca espressa sul web”. E James Stengel, Global Marketing Officer di Procter & Gamble, maggiore investitore del mondo con 8.5 miliardi di dollari l'ultimo anno, dice che 'la televisione continuerà a essere il nostro media centrale solo nei paesi in via di sviluppo, mentre per i paesi avanzati dovremo concentrarci sui nuovi media per attirare l'attenzione della gente, che passa sempre più tempo su internet, sui motori di ricerca e i siti di social networking'. Per esempio, nei 10 maggiori paesi europei, i giovani tra i 16 e i 24 anni preferiscono internet alla TV, e sono on line in media 11.9 ore al giorno.
IBM Global Business ha pubblicato uno studio intitolato 'La fine della pubblicità come la conosciamo', in cui si prevedono cambiamenti nei prossimi 5 anni come negli ultimi 50. E anche il modello di agenzia sta cambiando: non più copy e art da una parte e account dall'altra, ma gruppi di lavoro integrati con competenze e sensibilità sui nuovi media.
Concluderei così: i nuovi media, il web2.0 offrono possibilità inedite, ma richiedono anche un nuovo tipo di pensiero strategico e di figure creative. Il tema su cui riflettere è se spezzettare le competenze in tante figure diverse, con tutti i problemi che ne derivano, oppure formare creativi che pensano in termini di concetti 'media neutral'.
Come mi diceva Tim Piper, il creativo che ha concepito e diretto il famoso Dove Evolution, Grand Prix a Cannes quest'anno, ci sarà sempre necessità di grandi idee, 'un'idea non è virale finchè non diventa virale, cioè non colpisce milioni di persone che cominciano a trasmetterla uno all'altro'.
L'accelerazione è pazzesca. Ci sarà da divertirsi.
Sicuramente, sono impressionato dalla crescita degli investimenti pubblicitari sulla rete. Mentre la spesa sui mezzi classici nei primi 9 mesi del 2007 è cresciuta di 1.4%, c'è un +43% sul Web, che già era del 45% sopra l'anno precedente. In un'intervista riportata sul magazine dell'Adci Joakim Jonason (protagonista del successo del marchio H&M come International Marketing Director, poi fondatore dell'agenzia Paradiset, vincitore del Grand Prix a Cannes con Diesel e innumerevoli premi ovunque) dice: “Da qui a cinque anni, il web sarà centrale rispetto a qualunque altra forma di comunicazione. Chi non lo capisce oggi, non avrà tempo per capirlo domani. Tutti gli elementi di comunicazione, compresi gli spot e le campagne stampa, che continueranno ad esistere, vanno pensati da subito in funzione di una totale interazione con la filosfia creativa della marca espressa sul web”. E James Stengel, Global Marketing Officer di Procter & Gamble, maggiore investitore del mondo con 8.5 miliardi di dollari l'ultimo anno, dice che 'la televisione continuerà a essere il nostro media centrale solo nei paesi in via di sviluppo, mentre per i paesi avanzati dovremo concentrarci sui nuovi media per attirare l'attenzione della gente, che passa sempre più tempo su internet, sui motori di ricerca e i siti di social networking'. Per esempio, nei 10 maggiori paesi europei, i giovani tra i 16 e i 24 anni preferiscono internet alla TV, e sono on line in media 11.9 ore al giorno.
IBM Global Business ha pubblicato uno studio intitolato 'La fine della pubblicità come la conosciamo', in cui si prevedono cambiamenti nei prossimi 5 anni come negli ultimi 50. E anche il modello di agenzia sta cambiando: non più copy e art da una parte e account dall'altra, ma gruppi di lavoro integrati con competenze e sensibilità sui nuovi media.
Concluderei così: i nuovi media, il web2.0 offrono possibilità inedite, ma richiedono anche un nuovo tipo di pensiero strategico e di figure creative. Il tema su cui riflettere è se spezzettare le competenze in tante figure diverse, con tutti i problemi che ne derivano, oppure formare creativi che pensano in termini di concetti 'media neutral'.
Come mi diceva Tim Piper, il creativo che ha concepito e diretto il famoso Dove Evolution, Grand Prix a Cannes quest'anno, ci sarà sempre necessità di grandi idee, 'un'idea non è virale finchè non diventa virale, cioè non colpisce milioni di persone che cominciano a trasmetterla uno all'altro'.
L'accelerazione è pazzesca. Ci sarà da divertirsi.
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