giovedì 25 febbraio 2010

LA PUBBLICITA' SI E' PERSA?


Mi ha colpito un post di Dave Trott - un famoso creativo inglese della scorsa generazione, autore di Creative Mischief - sugli effetti dei premi sulla pubblicità. Si può non essere d'accordo, si può ritenerla una battaglia di retroguardia, e di certo in mano al cliente questi concetti possono distruggere ogni forma di originalità. Ma è una di quelle lezioni fondamentali, quelle del primo anno, che non bisogna dimenticare mai.

Let's see if we can remember the original purpose of advertising.
Wasn't it something to do with selling stuff to people?
So didn't it have to be done with ordinary people in mind?
Ordinary, non-advertising, people.
Surely ordinary people were important to advertising at some point.
Maybe that was in the days before awards.
When people talking about your ads in the street was important.
When school kids singing your song or repeating your message was important.
When TV programmes or newspapers repeating your strapline was important.
When the object was to get the advertising into the language.
So it caught on and grew.
In the days before viral was a specific medium.
When the people who actually bought the product were more important than the people who made the ads.

mercoledì 24 febbraio 2010

LE DROITS DE NON FUMEURS



E' finita su tutti i giornali l'annuncio stampa di Le droits de non fumeur. L'agenzia è BDDP. Cosa dire? Di sicuro ha fatto parlare, e spesso questo è il merito principale di una campagna, considerando poi che gli annunci con temi sociali godono di budget irrisori. Però trovo che l'insight sia molto forzato: fumare è essere schiavi del tabacco può essere vero, anche se spesso il vissuto dei ragazzi che fumano è tutt'altro, quasi un'affermazione di libertà. E poi qui tendono a sommarsi troppi temi, quello del fumo, dell'omosessualità, dello sfruttamento sessuale. Ho la sensazione che l'agenzia abbia voluto usare questa occasione per ottenere visibilità piuttosto che trovare un modo originale per parlare del problema. Il film per fortuna è molto diverso, e per mia sensibilità anche più interessante. Ma senz'altro non scandalizza nessuno, e nessuno ne avrebbe parlato.

lunedì 22 febbraio 2010

NIKE. HUMAN CHAIN



Il nuovo filmato Nike di Wieden & Kennedy (con Oscar Pistorius, Sergio Aguero, Deron Williams, Maria Sharapova, Mike Spinner, Lance Armstrong e altri)mi piace, ma mi ricorda dal punto di vista dell'idea visiva un film della Coca cola del 2006, agenzia Mother, diretto da Nagi Noda e con la musica di Jack White.

mercoledì 17 febbraio 2010

THE LIONS SLEEP TONIGHT

Post disimpegnato, facile, senza teoria, solo per il gusto di. Due film: Coca Cola Sleepwalker. E Speights, Traverse. Del primo mi piace l'idea, il sonnambulismo ti ripara da tutto. E anche forse il Bolero di Ravel, che non c'entra assolutamente niente. Del secondo (oltre alla barista) una nuova versione del tema cinema/realtà. e anche il finale. Insomma, da guardare senza farsi troppe domande, e magari divertendosi. In fondo, è solo pubblicità.



Agency: Wieden+Kennedy
Agency Country: USA
Creative Director: Sheena Brady; Hal Curtis
Creative: Dylan Lee; Patty Orlando
Director: Garth Davis
Production: Anonymous Content
Producer: Matt Hunnicutt; Karen Sproul
Director of Photography: Ellen Kuras
Editor: Kirk Baxter (Rock Paper Scissors)
Music: Stimmung



Agency: Publicis Mojo
Agency Country: New Zealand
Agency Producer: Jane Oak
Creative: Guy Denniston; Stephen McKenzie; Lachlan McPherson
Director: Charley Stadler
Production: Flying Fish
Producer: James Moore
Director of Photography: Vicci Turpin

mercoledì 10 febbraio 2010

VIRTUAL STRIKE



Ne hanno già parlato altri blog, oggi. Ma penso sia il caso rilanciare. Perchè è una iniziativa non dico giusta, ma sacrosanta, quella dello sciopero delle agenzie belghe - tra cui McCann Lowe, Kunstmaan, VVL BBDO, Saatchi, Punta Linea, Famous - contro la degenerazione delle gare. E per il modo in cui è promossa: scrivendo un testo che rimbalza dal sito di un'agenzia all'altro. Per riaffermare alcune regole a proposito delle gare, innanzitutto quella del 'massimo tre agenzie'. Qualche anno fa anche l'Art Director Club Italiano, insieme ad Assocomunicazione, fece sentire la sua voce. Senza grandi risultati, a dire il vero, anche per la tradizionale incapacità delle agenzie italiane a mostrarsi unite sul campo, oltre che nei proclami. Al momento l'ADCI è molto concentrato sull'annual e le giurie. E Assocomunicazione ha delle raccomandazioni insieme alla European Association of Communications Agencies, che naturalmente quasi nessuno rispetta.



REAL RACING GTI. FOUR MILLIONS DONWLOADS

E invece qui abbiamo un caso esclusivamente digitale. AQKA ha diffuso un video ieri su Facebook in cui racconta il caso dell'applicazione Real Racing GTI 2010. Un gioco in cui si può guidare solo la nuova GTI della Golf. Con 4milioni di donwload senza un solo spor, annuncio, banner. E un aumento dell'80% dei test drive e delle richieste sul modello.

martedì 9 febbraio 2010

TV IS NOT DEAD, GOOGLE ADMITS


Sempre a margine del superbowl, vorrei sottolineare due cose. La prima, che è stato l'evento televisivo più visto di sempre negli USA, con 106 milioni di spettatori. Cosa che prova, come dice Adage, 'The superb Super Bowl stats are just the latest in a string of ratings rises for big event programming, from the Emmy Awards, the Golden Globe Awards, the Grammy Awards, the CMAs and others that prove once again that network TV's crisis of confidence isn't an issue of the media model, but the media itself. With the right content, under the right conditions, broadcast can be as big as ever.'
La seconda cosa è che uno dei commercial più amati è stato quello di Google - ha ricevuto il 98% di gradimento secondo il NY Times. E un responsabile Google ha dichiarato che volevano "to share our favorite one with as many people as possible,".
Questo ha un significato che potrebbe far riflettere sulle reali gerarchie tra tv e web: anche il più grande media della rete, se vuole raggiungere la maggior parte del suo pubblico, deve comprare uno spazio dentro il Superbowl.

lunedì 8 febbraio 2010

GOOGLE. PARISIAN LOVE

Si può raccontare una storia d'amore usando solo la finestra di ricerca di google? Sì. E sperare che succeda.



E' passato ieri notte al Superbowl, ma era già in tv da novembre. Insieme ad altre Search Stories. Molto bello.

Credits: Google

SUPERBOWL ADS. WHICH IS THE BEST?

Confesso che quest'anno non mi sono visto tutti i 65 commercials del Superbowl - mi sono limitato a qualche assaggio. Ogni spazio costa circa 3 milioni di dollari, e ho la sensazione che le agenzie e i grandi clienti puntino più sulla memorabilità che sull'originalità. Ci sono però varie classifiche interessanti. Brand Bowl stabilisce qual è il più twittato: al momento Doritos, varie campagne create dal pubblico. C'è la recensione di Garfield, di Advertising Age: in testa Audi, Chrysler e Qualcomm. E stavolta sono in fondo i film Doritos: 'Three "winners" proving once again that what consumers generate in their ads is mainly vulgar and trite'. Voglio però vedere chi vince la gara lanciata da Youtube, che proclamerà il vincitore il 18 febbraio. I filmati si possono vedere qui.



Al momento il mio preferito è Audi. La polizia che arresta i responsabili di comportamenti anti-ecologici è una visione metà inquietante metà utopistica.

giovedì 4 febbraio 2010

NOKIA. THE BIGGEST SIGNPOST IN THE WORLD



La notizia che sui cellulari Nokia la navigazione Ovi Maps è gratuita ha fatto scalpore. A Londra è diventata spettacolare, grazie a questa installazione ambient-interattiva. Un gigantesco segnale indicatore, lungo come due autobus, sospeso a 50 metri da terra, che pesa 60 tonnellate, gira secondo le richiesta inviate tramite telefonino dai passanti e indica la distanza.

Advertising Agency: Farfar, Stockholm, Sweden

martedì 2 febbraio 2010

CREATIVE CIRCLE. ADLAND



Metapubblicità: un video pubblicitario con i personaggi della pubblicità. Per lanciare la nuova identità del Creative Circle, Mark Denton e Coy! hanno realizzato questo video d'animazione che 'cita' alcuni dei più famosi personaggi e commercials di sempre (per la verità siamo nel mondo anglosassone). L'ho guardato un paio di volte e per ora ho riconosciuto:

- cadbury gorilla
- bouncing balls sony
- hovis
- play-doh sony
- honda accord robot
- i gemelli del numero telefonico
- i robot di un vecchio spot inglese, non mi ricordo il nome
- le auto finte, di cartone, ecc
- i suonatori di pezzi di auto, ford
- levis
- cadbury eyebrows
- saatchi pregnant man
- pesce con la bicicletta della guinness

SKITTLES. PLANT THE RAINBOW

L'ultimo commercial Skittles: un ragazzo-pianta-di-skittles prosegue il viaggio nell'umorismo assurdo-surreale.



L'evoluzione nel nonsense delle campagne Skittles mi intriga. Siamo partiti da una cosa così: e se l'arcobaleno non esistesse? Molto branded, l'arcobaleno al centro dell'inquadratura, caruccia, ma insomma, sempre nel registro delle gag da pubblicità.
Poi c'è una svolta nel demenziale.
qui">L'uomo nel nido nutrito di skittles dall'aquila.

A un certo punto i personaggi diventano sempre più stralunati, come il 'sour man'.
Per non parlare della 'long beard'.

Skittles Mida è uno dei più riusciti. Il tizio con le mani che trasformano tutto in skittles ha anche vinto un mucchio di premi. E' forse il più equilibrato tra demenzialità e classicità.


Gli sheep boys sono un ulteriore passo verso il demenziale. Che raggiunge gli apici con swinging bunny


e skittles leak.


Pinata aggiunge un tocco di drammaticità assurda alla saga. Toni drammatici ospedalieri anche in Transplant.



Da notare il numero di clic. Qualcuno sopra il milione. Sono commercial ma anche viral.

Skittles Plant
Advertising Agency: TBWA\Chiat\Day. New York, USA

Chairman & CCO: Mark Figliulo

Creative Director/Art Director: Rob Baird
ACD/Copywriter: Alisa Sengel Wixom

ACD/Art Director: Kris Wixom
Executive Producer of Media Arts: Matt Bijarchi
Director of Broadcast Production: Ozzie Spenningsby

Senior Agency Producer: Jason Souter


Production Co: 
SMUGGLER

Director: Guy Shelmerdine

Executive Producers: Patrick Milling Smith, Brian Carmody, Lisa Rich

lunedì 1 febbraio 2010

RED BULL STRATOS PROJECT

Ormai il punto è chiaro: nell'affollamento globale dei media e dei messaggi, la gara è a chi riesce ad attirare l'attenzione con l'evento più spettacolare. In ultima analisi, l'evento più spettacolare è la morte. Red Bull Stratos è la missione in cui Felix Baumgartner salterà in 'free fall' dalla stratosfera, 36 mila metri. Il lancio più alto e più lungo della storia dell'umanità. E probabilmente il primo in cui un uomo romperà la barriera del suono solo con il proprio corpo. Il record precedente appartiene a Joe Kittinger, pilota della US Air Force, e risale agli anni 60.
Baumgartner sarà protetto da una tuta spaziale pressurizzata e tenterà di innalzarsi tramite una capsula trainata da un pallone ad elio fino ad un minimo di 120,000 piedi; si lancerà quindi in caduta libera per superare i Mach 1.0 (quando la velocità supera la condizione di Ma = 1 muro del suono) raggiungendo a una velocità di oltre 690 miglia all’ora (1.110,21 km/h), per poi atterrare con l’ausilio del paracadute. Se la missione sarà completata con successo, verranno stabiliti quattro nuovi record mondiali e i dati raccolti a livello mondiale dagli scienziati potrebbero aprire le porte per nuovi standard per la sicurezza spaziale e far crescere le possibilità di portare l’uomo a volare.
Sarà anche possibile scaricare una application per seguire in diretta l'evento.
Nel caso si verificasse un tragico incidente, probabilmente l'audience toccherà il massimo. Già è successo a Red Bull, in Svizzera. Un base jumper si è schiantato al suolo per la mancata apertura del paracadute.

"The jump from the 88 meter (270 ft.) high Sunrise building was the start for a publicity campaign for Red Bull Mobile. Red Bull’s classical advertising slogan in German is “Red Bull makes you grow wings.” Red Bull and Sunrise have cancelled the publicity campaign immediately following the accident."

Questo è il trailer di Red Bull Stratos.